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- Venezia - Lunedì 29 Giugno 2026
Venezia 2026 omaggia Tinto Brass: il restauro 4K di "Col cuore in gola" apre la Mostra del Cinema
Il recupero della pellicola londinese, impreziosita dai disegni di Guido Crepax, è stato curato dal Centro Sperimentale di Cinematografia.
Sarà il cinema visionario di Tinto Brass a inaugurare simbolicamente l'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Il film Col cuore in gola, thriller pop del 1967 interamente girato e montato dal regista veneziano a Londra, è stato selezionato come titolo di punta per la tradizionale serata di preapertura del festival, in programma il prossimo primo settembre al Lido.
L'opera tornerà a splendere sul grande schermo in prima mondiale nella nuova versione restaurata in 4K, riportata alla luce in una veste digitale aggiornata.
La pellicola, che rientra nel prestigioso percorso della sezione Venezia Classici, arriva in laguna dopo un meticoloso intervento di recupero. Il restauro è stato curato dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, che ha lavorato sui materiali originali messi a disposizione da Compass Film, società detentrice dei diritti dell'opera.
Il progetto rappresenta un doveroso omaggio a Brass, figura anticonformista, provocatoria e centrale del cinema italiano degli anni Sessanta, e riporta alla Mostra un titolo che nel 1967 fu presentato fuori concorso proprio davanti al pubblico veneziano.
Prodotto da Ermanno Donati e Luigi Carpentieri, il lungometraggio nasce da un'ispirazione letteraria tratta dal romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, adattato per il grande schermo dallo stesso Tinto Brass insieme a Francesco Longo e Pierre Lévy-Corti. Il cast vede protagonisti Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin, supportati dal lavoro tecnico di Silvano Ippoliti alla fotografia, Carmelo Patrono alle scenografie e dalle musiche composte dal maestro Armando Trovajoli.
La produzione si inserisce pienamente nella feconda stagione creativa londinese del regista, affiancandosi a titoli cult come Nerosubianco (1969) e Dropout (1970), tutti caratterizzati da fortissimi richiami alla pop-art e alle scomposizioni del linguaggio del fumetto. Proprio la contaminazione con la nona arte rappresenta uno degli elementi più originali e d'avanguardia della produzione, grazie alla stretta collaborazione con Guido Crepax, all'epoca già fumettista affermato e amato. Brass decise di affidarsi a lui come consulente grafico per tradurre in immagini in movimento la propria personale visione dell'estetica pop.
Lo stesso regista ha ricordato in passato di aver commissionato a Crepax una serie di tavole dedicate alle scene d’azione; un materiale raro, poiché realizzato interamente a colori, che servì da riferimento fondamentale per lo storyboard e le inquadrature del film.
La trama di Col cuore in gola ruota attorno all’incontro breve e straniante tra Bernard, un uomo profondamente disilluso, e Jane, una giovane donna priva di qualsiasi illusione. Il loro destino si incrocia bruscamente in un contesto segnato dal ritrovamento di un cadavere, consumandosi nello spazio compresso di una sola giornata e della notte successiva.
In questo arco temporale limitato, l’uomo riscopre la capacità e la possibilità di tornare a sognare, mentre la donna sembra smarrire gli ultimi legami emotivi che la tengono ancorata ai sentimenti, lasciando spazio a un istinto di pura sopravvivenza. A fare da sfondo alla vicenda è la Londra contemporanea di fine anni Sessanta, una metropoli caotica e ricca di contraddizioni che finisce per influenzare la psicologia dei personaggi, rendendo la realtà circostante una presenza costante e ineludibile.
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