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  • Roma - Venerdì 7 Agosto 2026

Wall Street Journal: la Russia potrebbe sondare la Nato con un attacco mirato

Nuove analisi dell'intelligence USA ipotizzano incursioni terrestri o attacchi informatici per saggiare la tenuta dell'Alleanza Atlantica, in una fase di forte contrazione delle scorte belliche americane.

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L'intelligence degli Stati Uniti ha rivisto le proprie stime sulle intenzioni del Cremlino, ipotizzando che Vladimir Putin possa saggiare la determinazione della Nato attraverso un'azione mirata contro uno dei Paesi membri nel corso dei prossimi anni.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal sulla base di analisi fornite da funzionari americani, le ipotesi sul tavolo spaziano da offensive informatiche su larga scala a incursioni terrestri su piccolissima scala.

Fino a poco tempo fa, la possibilità che Mosca aprisse un secondo fronte di scontro diretto con l'Alleanza Atlantica mentre è impegnata nel conflitto ucraino veniva valutata come improbabile. L'orientamento degli analisti è tuttavia mutato nei primi mesi dell'anno di fronte alle difficoltà incontrate dalle forze russe sul campo e alle crescenti pressioni interne sul Cremlino per l'ottenimento di un successo strategico.

L'aumento degli attacchi di droni ucraini contro l'esercito e il comparto petrolifero russo, unito ai lenti e onerosi progressi territoriali di Mosca, ha riplasmato il livello di rischio.

Diversi governi occidentali vedono già nei recenti episodi di missili da crociera caduti in Polonia e droni penetrati nello spazio aereo rumeno precisi tentativi di saggiare la reazione della Nato. L'eventuale mossa di Putin avrebbe l'obiettivo prioritario di incrinare la coesione interna dell'organizzazione.

Sulla questione si è espressa Heather Conley, senior fellow dell'American Enterprise Institute, evidenziando il punto centrale dell'incertezza: "L'incognita riguarda la risposta che darebbero gli Stati Uniti in un caso del genere". L'esperta ha quindi ricordato come "mettere in discussione la credibilità della Nato e separare gli Stati Uniti dai loro alleati è sempre stato un obiettivo" della politica estera russa.

I nuovi scenari dell'intelligence emergono peraltro in una fase di forte sollecitazione per i magazzini militari statunitensi. Le forniture destinate al fronte ucraino e gli impegni legati al contesto iraniano hanno ridotto le riserve di munizionamento critico necessarie a gestire eventuali escalation con Russia o Cina.

Tra i sistemi d'arma maggiormente condizionati dalle scorte in calo figurano i vettori a lungo raggio Precision Strike Missile e Atacms, oltre ai sistemi di difesa antiaerea a corto raggio Stinger.

Lo scenario che allarma maggiormente gli apparati di sicurezza americani è legato all'eventualità che un Putin messo all'angolo finisca per intensificare le proprie azioni aggressive contro i Paesi europei nel breve e medio periodo.

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