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  • Roma - Giovedì 27 Agosto 2026

Xilitolo, studio choc: livelli elevati nel sangue associati a un rischio maggiore di infarto e ictus

I dati emersi da una ricerca su oltre 17mila persone saranno presentati al congresso dell'European Society of Cardiology. L'autore Witkowski: "Poco sappiamo sulla sicurezza cardiovascolare dei dolcificanti artificiali".

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Un'elevata concentrazione di xilitolo nel sangue può comportare un incremento significativo del rischio di eventi cardiovascolari gravi, quali infarti e ictus. È quanto rivela un ampio studio clinico condotto su un campione di 17.710 partecipanti della popolazione generale, i cui risultati saranno presentati ufficialmente al congresso della European Society of Cardiology in programma a Monaco di Baviera.

Lo xilitolo è un alcol zuccherino prodotto in modeste quantità dall'organismo umano durante il metabolismo del glucosio e presente in piccolissime dosi in alcuni cibi naturali. Negli ultimi anni, tuttavia, la sostanza viene impiegata dall'industria alimentare e farmaceutica come dolcificante artificiale in alimenti, bevande e prodotti per l'igiene orale, con concentrazioni che superano spesso di oltre 1.000 volte quelle naturali.

"In studi precedenti avevamo già dimostrato come lo xilitolo possa incrementare la capacità delle piastrine di formare coaguli sanguigni, associandosi a un aumento del rischio cardiovascolare in individui già vulnerabili – spiega Marco Witkowski, ricercatore dell'Ospedale Universitario Charité di Berlino e autore dell'indagine –. Nel nuovo studio abbiamo voluto verificare se tale effetto si confermi anche su larga scala nella popolazione generale".

I dati raccolti evidenziano una correlazione diretta tra la presenza del dolcificante nel sangue e l'incidenza di patologie cardiache. Su un arco temporale di monitoraggio pari a sei anni, i soggetti con i livelli più alti di xilitolo hanno registrato un rischio di eventi cardiovascolari avversi superiore del 57% rispetto a chi presentava i valori più bassi, a parità dei tradizionali fattori di rischio quali fumo, ipertensione, diabete e colesterolo alto. Considerando un orizzonte osservazionale esteso a trent'anni, la forbice di rischio per la fascia con le concentrazioni più elevate si attesta al +18%.

"I dolcificanti artificiali vengono comunemente consumati da persone che li ritengono un'alternativa più salutare allo zucchero e sono generalmente considerati sicuri dagli organi regolatori – sottolinea Witkowski –. I nostri riscontri a lungo termine evidenziano quanto ancora sia limitata la conoscenza sulla sicurezza cardiovascolare dello xilitolo e indicano la necessità di ulteriori approfondimenti, specialmente in una fase in cui la presenza di questo additivo nei prodotti commerciali continua a crescere".

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