
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 30 Luglio 2026
Zelensky mostra la foto della famiglia uccisa a Kryvyi Rih: "Il Pentagono veda questo orribile crimine".
Un vettore Kh-101 viola lo spazio aereo polacco durante il massiccio attacco contro Kiev e Leopoli: Tusk convoca i vertici d'emergenza, la Nato attiva le difese.
"Oggi, i russi hanno distrutto con un missile balistico una casa normale, abitata da una famiglia normale, a Radushne, vicino a Kryvyi Rih, nella regione di Dnipro. Si trattava della famiglia Voronov: la madre Olena, il padre Artem, sette figli - Mark, Dominika, Zakharia, Azarij Ilij, Federica, Emilia, Viorika e il nipote di un anno e mezzo, Artem, figlio del loro figlio maggiore, che attualmente sta difendendo l'Ucraina.
Al momento, è confermato che sono morti i genitori e tre figli: Mark, Azarij Ilij ed Emilia. L'impatto del missile russo è stato così forte che della casa è rimasto poco... Sotto le macerie sono stati ritrovati frammenti di corpi umani, e solo le analisi potranno stabilire a chi appartengono".
Lo scrive sui propri canali social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, pubblicando la foto del nucleo familiare in vita per denunciare l'impatto dei raid condotti dalle forze di Mosca nell'Ucraina centrale e fare appello agli alleati occidentali: "Il destino di Zakharia, Dominika, Viorika, Federica e Artem è ancora da accertare. Questo orribile crimine della guerra russa contro l'Ucraina, contro persone normali, contro la vita normale, può essere fermato solo con l'impegno di tutto il mondo.
Nessuno al mondo può essere lasciato solo ad affrontare un tale terrore. Quando diciamo che l'Ucraina ha bisogno di missili Patriot, quando cerchiamo la capacità di difenderci dai missili balistici russi, non stiamo parlando di astrazioni. Stiamo parlando di famiglie come quella dei Voronov, di persone come loro, che possono vivere solo se ci sono sistemi in grado di intercettare i missili russi, se i partner aiutano con i sistemi di intercettazione. Famiglie che possono morire se non ci sono sistemi in grado di fermare i missili russi 'Iskander'.
È importante che queste persone siano viste da coloro che prendono le decisioni: le decisioni vengono prese al Pentagono, nelle capitali europee e ovunque nel mondo ci sia la possibilità di aiutare l'Ucraina a proteggere la vita".
L'attacco notturno sulla rete infrastrutturale e residenziale ucraina si è tradotto in una drammatica escalation che ha travalicato i confini nazionali, provocando l'allarme dei Paesi confinanti. Il premier polacco Donald Tusk ha annunciato sui social che "durante il massiccio attacco missilistico russo contro l'Ucraina occidentale, è stato violato lo spazio aereo polacco", confermando l'intercettazione di un oggetto non identificato diretto a ovest nella zona di Tarnawa-Kolonia, nella regione di Lublino.
A margine della riunione d'emergenza con i vertici della difesa, Tusk ha precisato che "sembra" essersi trattato di un missile da crociera russo Kh-101, pur invitando alla prudenza: "Non affrettiamoci a trarre conclusioni prima che l'indagine dettagliata sia completa; vogliamo essere sicuri al 100% del tipo di proiettile che è stato sparato".
L'incursione nei cieli dell'Alleanza è stata confermata anche dal ministro degli Esteri di Kiev, Andrii Sybiha, secondo cui "un missile da crociera russo Kh-101 ha oltrepassato il confine con la Polonia nell'ambito del massiccio attacco russo contro l'Ucraina, violando lo spazio aereo della Nato", a dimostrazione dell'urgenza di potenziare la copertura antiaerea. A seguito dello sconfinamento, le forze alleate sono immediatamente scattate per blindare il perimetro orientale.
Martin O'Donnell, portavoce del Comando supremo alleato della Nato in Europa, ha comunicato l'attivazione dei protocolli d'emergenza: "In risposta al missile russo di tipo attualmente sconosciuto che è entrato nello spazio aereo polacco, la Nato e la Polonia hanno attivato le loro difese aeree e terrestri. Il Comandante Supremo Alleato in Europa, il generale Alexus Grynkewich, ha parlato con il Capo di Stato Maggiore polacco e ha sottolineato che la Nato continuerà ad adottare tutte le misure necessarie per difendere il suo territorio dell'Alleanza", ribadendo il costante coordinamento con le autorità di Varsavia sull'inchiesta in corso.
Da parte sua, il ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato l'offensiva, sostenendo di aver colpito aeroporti militari, stabilimenti del complesso militare-industriale, nodi logistici e di telecomunicazione tra Kiev, Leopoli, Ivano-Frankivsk, Zhitomir, Riven, Vinnytsia e Dnipropetrovsk, oltre a una nave cargo nel porto di Yuzhny e due imbarcazioni ad est e a sud di Odessa impiegate per il trasporto di armamenti.
Sull'esito complessivo dell'aggressione è tornato lo stesso Zelensky per fare il bilancio delle vittime e spronare la diplomazia internazionale: "In totale, finora, otto persone sono morte in tutto il Paese. Kiev e la sua regione, la nostra regione di Dnipro, Leopoli, Poltava, Kharkiv, Mykolaiv, Sumy, Vinnytsia, Cherkasy e la regione di Ivano-Frankivsk sono state colpite. Decine di case, attività commerciali e infrastrutture sono state distrutte o danneggiate. L'attacco ha coinvolto più di 70 missili, molti dei quali balistici. Più di 280 droni d'attacco. Più di 260 droni sono stati distrutti. In condizioni di grave carenza di missili antiaerei da parte dei nostri partner, i nostri soldati stanno compiendo imprese incredibili. Tutti i nostri partner sanno come e con quali mezzi possono contribuire. Ritardi nella fornitura di missili antibalistici sono la causa di questa distruzione".
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