“Bolsena Letteraria”, nuovo Festival Letterario e dell'Arte

Dal 7 al 9 ottobre a Bolsena. Ad aprire la prima edizione, insieme al sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli e all’assessore alla Cultura Raffaella Bruti è il direttore artistico della rassegna Francesco Cozza Caposavi. 

di Paola Pucciatti
Venerdì 07 Ottobre 2022
Roma - 07 ott 2022 (Prima Notizia 24)

Dal 7 al 9 ottobre a Bolsena. Ad aprire la prima edizione, insieme al sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli e all’assessore alla Cultura Raffaella Bruti è il direttore artistico della rassegna Francesco Cozza Caposavi. 

 Ad aprire la prima edizione del nuovo Festival Letterario e dell'Arte , insieme al sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli e all’assessore alla Cultura Raffaella Bruti è il direttore artistico della rassegna Francesco Cozza Caposavi. 

 L'evento è stato inaugurato all’interno dello storico edificio dell’attuale  Teatro San Francesco alla presenza di: Virginia Saba, autrice del saggio "Il suono della bellezza. Note di vita e filosofia", Luigi Contu, direttore dell'ANSA e autore del saggio "I libri si sentono soli" e Flaminia Marinaro, autrice della biografia romanzata dell'attrice di cinema muto Francesca Bertini "L'ultima diva". Ha chiuso l’evento Federico Palmaroli, vignettista e autore del libro "'Carcola che ve sfonno' - Il meglio (e il peggio) di un anno italiano". 

Moderatori dell’evento i giornalisti: Marco Ferrante e Giuseppe De Filippi e il conduttore di Radio Rai Giancarlo Loquenzi.

 Virginia Saba è stata la prima ad aprire la rassegna parlando del suo libro  "Il suono della bellezza. Note di vita e filosofia" ripercorrendo  i tratti salienti del testo, attraverso le grandi questioni filosofiche: il bene, il male, la verità, e la bellezza come elemento che salva il mondo, soffermandosi anche sulla “città ideale”. Nel testo, Virginia Saba  parla delle 32 Variazioni Goldberg di Bach, ognuna delle quali  offre uno spunto per comprendere  alcuni segreti più profondi della nostra esistenza. 

 Luigi Contu, direttore dell’Ansa, presentando il suo saggio "I libri si sentono soli" ha raccontato come è nata l’idea di scriverlo ripercorrendo la storia della sua famiglia di giornalisti e scrittori che hanno attraversato la storia dell’Italia vivendola in prima persona. Al centro di tutto i 14.000 libri di famiglia lasciatigli dal padre nella biblioteca risalente al suo bisnonno nei quali ha ritrovato numerosi ricordi legati alle singole vite del suo bisnonno, di suo nonno e di suo padre che gli hanno fatto riscoprire tante storie di famiglia intrecciate alle vicende storiche del nostro Paese.  La biblioteca affascina con il suo mistero, la sua costruzione e l’ordine con cui si sceglie di collocarci i propri libri in ordine alfabetico, cronologico, per colore, per altezza o per casa editrice.  “Scegliere come collocare  i libri è un modo per non farli sentire soli - sottolinea  Luigi Contu spiegando  la scelta del titolo del suo libro - l’ordine è impossibile per una biblioteca. I libri hanno una loro vita. Vanno presi, puliti, cambiati di posto ed è importante sceglierne i compagni sia a destra che a  sinistra nella loro sistemazione sugli scaffali della libreria. Mio padre ripeteva spesso che i libri si sentono soli e questa frase mi è tornata in mente nel sistemare, uno ad uno,  tutti quei libri che mi ha lasciato”.

 Nella grande biblioteca oltre ai numerosi testi Luigi Contu ha trovato anche tante lettere scritte da Montale, Ungaretti, Saba, Quasimodo a suo nonno tra le quali anche una inedita poesia di Giuseppe Ungaretti, scritta a mano dallo stesso poeta su un foglio,  intitolata “Inno” che ha letto sul palco condividendola con tutti i presenti  chiudendo il suo intervento ricordando anche  sua nonna  per avergli letto il primo libro della sua vita. 

 

La giornalista Flaminia Marinaro nel parlare della sua biografia romanzata  "L'ultima diva" ha  ripercorso alcuni tratti della vita dell'attrice di cinema muto Francesca Bertini conosciuta fin da piccola, con la quale condivideva una profonda amicizia al punto da  chiamarla “zia Checca”, tanta la confidenza familiare che aveva con lei essendo una grande amica di famiglia. Nel corso del suo intervento ha raccontato e ricordato tanti bei momenti trascorsi insieme, durante le vacanze in famiglia in cui Francesca Bertini era sempre presente e non mancavano mai le sue interpretazioni scenografiche con fazzoletti al vento ed utilizzando le famose tende che tanto l’hanno caratterizzata nel cinema muto in cui, mancando le parole, trasmetteva emozioni e sentimenti utilizzandole in modo straordinario. 

 Il ministro per il Turismo Massimo Garavaglia  doveva  inaugurare  l'evento,ieri pomeriggio, ma è stato impossibilitato ad intervenire  bloccato da impegni politici ed ha inviato, comunque, un videomessaggio mandando un pensiero  i suoi saluti a tutti i partecipanti. 

 Domenica, giornata conclusiva con l’intervento di altri scrittori, sarà possibile visitare il sito archeologico del "Gran Caro", sulle rive del lago di Bolsena, dove Tommaso Cascella, David Fagioli, Marco Fioramanti, Massimo Saverio Ruiu e Mara van Wees hanno installato delle opere site specific in una mostra curata da Francesca Perti.

Gli eventi sono gratuiti. Informazioni su www.bolsenaletteraria.it. 


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