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  • Roma - Giovedì 4 Giugno 2026

Abitare e sapere, al Seraphicum il modello di studentato che guarda al futuro

L'incontro ha sottolineato il legame tra qualità della vita, rigenerazione urbana e formazione, affrontando le sfide attuali del mondo universitario.

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di Lorenzo Pisoni

Non soltanto un luogo dove vivere durante il percorso universitario, ma uno spazio capace di favorire crescita personale, inclusione sociale e formazione integrale. È questa la visione emersa dal convegno “Abitare e sapere”, ospitato presso la Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura – Seraphicum, che ha riunito esponenti del mondo accademico, ecclesiastico e istituzionale per riflettere sulle nuove sfide dell'abitare studentesco e sul rapporto tra formazione, comunità e qualità della vita.

L'incontro si è svolto alla presenza del Cardinale Mauro Gambetti e ha rappresentato un'importante occasione di confronto sulle prospettive della residenzialità universitaria in un contesto caratterizzato da crescenti difficoltà nell'accesso agli alloggi per studenti e dalla necessità di ripensare gli spazi educativi in chiave inclusiva e sostenibile.

Ad aprire i lavori è stato padre Roberto Liggeri, che ha illustrato il nuovo progetto di studentato universitario realizzato grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà ecclesiali e si propone di offrire una risposta concreta alle esigenze abitative degli studenti, mettendo al centro il diritto allo studio e il valore della comunità.

Padre Carlos Alberto Trovarelli ha sottolineato come il progetto affondi le proprie radici nella tradizione francescana dell'accoglienza, evidenziando l'importanza della condivisione e della fraternità come elementi fondamentali per la costruzione di percorsi educativi autentici.

Nel suo intervento, il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Vaticana e presidente della Fondazione Fratelli Tutti, ha richiamato l'attenzione sul ruolo degli spazi abitativi come luoghi di relazione e crescita umana, ricordando come la formazione non possa limitarsi all'acquisizione di competenze tecniche ma debba contribuire allo sviluppo armonico della persona. In questo contesto ha citato l'esperienza della Scuola di Arti e Mestieri attiva nei laboratori vaticani, modello che coniuga preparazione professionale, etica e vita comunitaria.

All'iniziativa hanno fatto pervenire il proprio messaggio di saluto anche il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone, e l'europarlamentare Silvia Costa, che hanno espresso apprezzamento per un progetto capace di affrontare uno dei temi più delicati per il mondo universitario contemporaneo.

Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra rigenerazione urbana e qualità della vita. Antonella Melito, vicepresidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, ha evidenziato come la realizzazione di nuovi spazi residenziali possa contribuire a rafforzare il tessuto sociale e a creare opportunità di incontro e partecipazione.

Sofia Adele Durazzi ha invece approfondito il tema del co-housing, indicandolo come possibile risposta alle difficoltà economiche che molti studenti incontrano nella ricerca di un alloggio.

L'ultimo panel ha affrontato il legame tra ambiente, apprendimento e sviluppo umano. Gianfranco Moccia ha illustrato l'influenza del contesto abitativo sui processi educativi, mentre padre Maurizio Di Paolo e la dottoressa Capretti hanno presentato nel dettaglio il nuovo studentato che aprirà le proprie porte a settembre. La struttura potrà ospitare complessivamente 173 studenti. Di questi, 52 posti saranno destinati a studenti meritevoli, mentre i restanti 121 saranno offerti a canoni calmierati per favorire l'accesso all'università anche a chi proviene da contesti economicamente più fragili. Un progetto che punta a superare il concetto tradizionale di residenza universitaria per trasformarsi in una vera comunità educativa aperta, inclusiva e orientata alla sostenibilità.

Il convegno ha confermato come il tema dell'abitare rappresenti oggi una delle questioni centrali per il futuro della formazione superiore. Garantire spazi adeguati, accessibili e capaci di favorire relazioni significative significa infatti investire non soltanto sugli studenti, ma sulla costruzione di una società più coesa, solidale e attenta ai bisogni delle nuove generazioni.

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