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  • Roma - Lunedì 24 Agosto 2026

Accise, Folgori (FEOLI): "Serve il modello spagnolo per adeguare i contratti di trasporto al costo del carburante"

Il presidente della Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata chiede al Governo un intervento urgente: "Non bastano misure temporanee. Il caro gasolio rischia di mettere in crisi imprese e migliaia di lavoratori".

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Non più interventi tampone, ma una misura strutturale capace di proteggere il settore della logistica dalle continue oscillazioni del prezzo dei carburanti.

È la proposta avanzata da Enrico Folgori, presidente di FEOLI – Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata, che invita il Governo a guardare al modello già adottato in Spagna e a introdurre anche in Italia un meccanismo di revisione dei contratti di trasporto legato alle variazioni del costo del gasolio.

"Mentre il Governo proroga per pochi giorni il taglio alle accise e cerca le coperture economiche per salvaguardare il controesodo degli italiani – afferma Folgori – appare sempre più evidente la necessità di misure strutturali. Il costo dei carburanti è strettamente legato a crisi internazionali che non sembrano destinate a risolversi in tempi brevi e non possiamo continuare ad affrontare il problema soltanto con provvedimenti emergenziali".

Secondo il presidente di FEOLI, la questione va ben oltre gli effetti del caro carburanti sul bilancio delle famiglie. A essere sotto pressione è l'intera catena del trasporto e della logistica, alle prese da mesi con costi crescenti e margini sempre più ridotti. "L'idea di tassare gli extraprofitti può rappresentare una risposta solo parziale. Il problema è molto più ampio: tutto il sistema della logistica e del trasporto è in forte sofferenza. Le imprese vedono aumentare continuamente i costi di esercizio mentre si riducono guadagni e profitti. Molte aziende sono ormai arrivate al limite".

Da qui la proposta di introdurre anche nel nostro Paese un sistema ispirato all'esperienza spagnola: una clausola nei contratti che permetta di adeguare il prezzo del trasporto alle variazioni intervenute sul costo del carburante tra il momento della firma dell'accordo e quello dell'effettiva esecuzione del servizio. "Serve una norma – spiega Folgori – che consenta di trasferire una parte della variazione del prezzo del carburante sul costo del trasporto. Se il gasolio aumenta, il contratto deve poter essere adeguato; allo stesso modo, se il prezzo diminuisce, anche il valore del trasporto deve essere rivisto al ribasso. La variazione dovrebbe essere chiaramente indicata in fattura. Sarebbe un meccanismo trasparente ed equilibrato, capace di tutelare tutte le parti".

Il riferimento è alla Spagna, dove questo principio viene applicato da anni ed è stato successivamente rafforzato. In una prima fase era prevista una soglia del 5 per cento: raggiunto quell'incremento del costo del carburante, scattava la revisione del contratto. Il sistema è stato poi affinato, tenendo conto dell'effettiva incidenza della variazione in relazione alla tipologia del viaggio, del trasporto effettuato e del mezzo utilizzato. "È un modello interessante proprio perché cerca di fotografare il costo reale del singolo servizio – sottolinea Folgori – evitando che l'intero aumento del carburante ricada esclusivamente sulle imprese di trasporto".

Per FEOLI la questione non è più rinviabile. Il rischio, sostiene la Federazione, è che l'aumento dei costi energetici possa trasformarsi in una crisi diffusa, con conseguenze sull'occupazione e, più in generale, sull'intero sistema produttivo, considerando il ruolo decisivo della logistica nella distribuzione delle merci. "Se i contratti non potranno essere adeguati all'aumento del gasolio – conclude Folgori – decine di aziende rischiano di entrare in crisi e migliaia di lavoratori potrebbero pagarne le conseguenze. Per questo chiediamo al Governo di valutare un decreto legge che introduca con urgenza una riforma sul modello spagnolo. Non sarebbe soltanto un aiuto agli autotrasportatori, ma una misura a tutela di una filiera strategica per l'economia nazionale e per evitare una pericolosa crisi di sistema".

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