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- Bologna - Lunedì 24 Agosto 2026
Strage di Bologna, Bellini registra video dal carcere: il Pd presenta un'interrogazione al ministro Nordio
I filmati dell'ex primula nera inviati a una trasmissione tv e diffusi su YouTube. La deputata Malavasi: "Attacchi ai giudici e alla testimonianza dell'ex moglie, fatto d'eccezionale gravità".
La diffusione di una serie di filmati registrati all'interno del carcere di Padova da Paolo Bellini, condannato in via definitiva all'ergastolo per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, ha fatto scattare un'interrogazione parlamentare presentata dal Partito Democratico e indirizzata al Ministro della Giustizia Carlo Nordio.
I video, girati nella sala colloqui della struttura penitenziaria veneta, sono stati recepiti dalla redazione del programma Reggio Report e successivamente pubblicati anche sulla piattaforma YouTube.
Nei passaggi audiovisivi Bellini entra nel merito delle vicende giudiziarie che lo riguardano, lanciando accuse verso i magistrati e contestando la veridicità delle dichiarazioni rese dall'ex moglie Maurizia Bonini, la cui testimonianza si è rivelata determinante ai fini della condanna.
"Dichiarazioni pubbliche su giudici e testimoni dal tenore intimidatorio: occorre fare immediata luce sulle modalità con cui il pluricondannato Paolo Bellini, esecutore materiale della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e attualmente detenuto presso la casa di reclusione di Padova, abbia potuto realizzare e far uscire dal carcere una serie di videomessaggi diffusi in questi ultimi giorni", ha affermato la parlamentare reggiana Ilenia Malavasi, prima firmataria dell'atto ispettivo sottoscritto anche dai deputati Serracchiani, De Maria, Vaccari, Bakkali, Guerra e Rossi.
Evidenziando il forte impatto della vicenda sull'opinione pubblica, i parlamentari dem ricordano come il regolamento penitenziario normi in maniera stringente le comunicazioni verso l'esterno per garantire l'ordine ed evitare pressioni indirette. Attraverso l'interrogazione si chiede quindi al guardasigilli se la direzione contasse su una preventiva conoscenza di quanto accaduto e se la realizzazione di tali materiale audiovisivo all'interno del penitenziario risponda ad autorizzazioni concesse dalle autorità preposte.
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