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  • Roma - Venerdì 5 Giugno 2026

Alpinismo, stagione da record sull'Everest: oltre 950 scalatori in vetta, ma tornano le code nella "zona della morte"

Il sovraffollamento ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza e l'impatto ambientale, riaccendendo il dibattito su possibili restrizioni alle spedizioni commerciali. Quest'anno si registrano cinque vittime, un numero inferiore rispetto al 2022.

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Il tetto del mondo fa registrare numeri mai visti prima, trasformando la primavera in un periodo d'affluenza senza precedenti storici. Secondo i dati preliminari diffusi dai dipartimenti ministeriali del Nepal, oltre 950 scalatori sono riusciti a calpestare gli 8.849 metri della cima dell'Everest, e le proiezioni ufficiali indicano che il bilancio complessivo dell'anno è ormai destinato a infrangere la barriera psicologica delle mille ascensioni riuscite.

Il fattore determinante che ha reso possibile questa ondata di successi è stato lo svilupparsi di una finestra di condizioni meteorologiche favorevoli insolitamente stabile e prolungata.

Il quadro climatico ottimale ha permesso di recuperare i forti ritardi accumulati durante le prime settimane della stagione, quando il distacco di un imponente seracco di ghiaccio aveva completamente ostruito il transito lungo la seraccata del Khumbu, congelando le partenze.

Sotto il profilo dei flussi e dei visti commerciali, le autorità di Kathmandu hanno staccato ben 494 permessi di salita riservati a cittadini stranieri, un volume di richieste eccezionale spinto anche dalla totale chiusura degli accessi sul versante settentrionale gestito dalle autorità cinesi.

L'eccezionalità del momento è stata confermata dalle parole di Khimlal Gautam, coordinatore e responsabile governativo di stanza al campo base dell'Everest, che ha sottolineato la portata degli arrivi: “È stata davvero una stagione storica. Più di 950 alpinisti hanno già raggiunto la vetta dell’Everest e domani il numero potrebbe superare quota mille. Stiamo ancora aspettando i rapporti di oggi e di domani per confermarlo. Solo oggi più di cinquanta alpinisti si sono radunati sulla via del Colle Sud per la salita”.

Tuttavia, l'altissimo numero di frequentatori ha riproposto le drammatiche immagini del sovraffollamento in quota, con interminabili colonne di persone bloccate in fila indiana lungo le creste sommitali, proprio nei tratti esposti dove la rarefazione dell'ossigeno mette a durissima prova la sopravvivenza stessa degli atleti.

A testimoniare il radicale mutamento dei flussi è stata la fotogiornalista e scalatrice professionista Purnima Shrestha, che ha completato il percorso per la sesta volta, evidenziando le criticità della congestione logistica rispetto al passato: “Per me è stata la sesta volta sulla cima dell’Everest. Rispetto alle salite precedenti, questa esperienza è stata completamente diversa, perché questa volta c’era molto più traffico. Solo il 20 maggio, secondo la lista ufficiale diffusa, 274 alpinisti hanno raggiunto la vetta”.

Gli operatori delle agenzie internazionali e le guide alpine concordano sul fatto che l'avanzamento tecnologico, la precisione dei bollettini meteorologici satellitari e l'altissima specializzazione degli sherpa abbiano ridotto sensibilmente i tassi di rischio e gli incidenti fatali sul percorso.

Ciononostante, il forte impatto antropico sulla montagna più alta della Terra ha riaperto con forza il dibattito etico e ambientale sulla necessità di introdurre tetti massimi e restrizioni alle spedizioni commerciali. Sul piano delle perdite umane, l'anno in corso fa registrare cinque vittime accertate sulle pendici del monte; un bilancio drammatico ma comunque lontano dal tragico primato del 2023, che si era chiuso con ben diciotto decessi totali.

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