Amnesty International a rischio di espulsione in Thailandia sotto la spinta degli ultra-realisti
Un collaboratore diretto del Premier thailandese chiederà ufficialmente l’espulsione del gruppo di attivisti per i diritti Amnesty International.
di Francesco Tortora
Sabato 12 Febbraio 2022
Dal nostro corrispondente a Bangkok - 12 feb 2022 (Prima Notizia 24)
Un collaboratore diretto del Premier thailandese chiederà ufficialmente l’espulsione del gruppo di attivisti per i diritti Amnesty International.
Un collaboratore diretto del Primo Ministro thailandese nella giornata di ieri ha affermato che la prossima settimana chiederà l'espulsione del gruppo per i diritti umani Amnesty International dal Paese, dopo che è stato accusato dagli ultra realisti di minare la sicurezza nazionale.

Seksakol Atthawong, un vice ministro dell'ufficio del primo ministro Prayut Chan-o-cha, ha detto che una petizione che si oppone alla presenza di Amnesty in Thailandia ha raccolto 1,2 milioni di firme e sarà presentata al Consiglio di sicurezza nazionale e al ministero dell'Interno entro una settimana.

Gli ultra realisti hanno accusato il gruppo con sede a Londra di fomentare i disordini, soprattutto attraverso la reiterata richiesta di bloccare la presentazione di formali accuse penali contro le persone che sollecitano riforme alla monarchia, un'istituzione venerata da molti thailandesi.

"Questa organizzazione distrugge la sicurezza del Paese, sostiene gruppi che vogliono rovesciare la monarchia, manca di imparzialità e si è schierata con un movimento antigovernativo che è contro la monarchia costituzionale", ha affermato lo stesso Seksakol alle agenzie.

Il Primo Ministro Prayut a novembre ha ordinato un'indagine su Amnesty. Non ha, però, commentato pubblicamente la petizione.

Amnesty in una dichiarazione ufficiale rilasciata nella giornata di ieri ha esortato il governo a onorare i suoi obblighi in materia di diritti umani.

Molti thailandesi considerano la monarchia come massima espressione del popolo e della Nazione ed assume anche caratteristiche di tipo mistico in quanto a espressione di tale intima unione.

Mettere in discussione questo rapporto così stretto equivale a mettere in discussione la figura del Sovrano, come peraltro esplicitamente descritto nella Legge sulla Lesa Maestà che vieta espressamente alcuna minaccia nei confronti del Sovrano.

Le proteste guidate dai giovani contro il governo di Prayut hanno preso piede alla fine del 2020 e hanno compreso richieste senza precedenti circa riforme della Corona che hanno innescato un forte giro di vite da parte delle autorità.

Più di 1.700 attivisti affrontano oggi accuse penali relative a reati connessi con la sicurezza nazionale, tra di essi almeno 169 sono accusati proprio in base alla una severa legge di lesa maestà che punisce gli insulti reali passibili di pene detentive fino a 15 anni di carcere.

La mossa contro Amnesty arriva mentre il governo cerca anche di approvare una legge che regoli le organizzazioni non profit. Più di 1.000 gruppi locali e internazionali si sono opposti, dicendo che ciò minaccia la società civile.

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