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La quindicenne di Biella ricoverata al Cto di Torino per l'ultima sfida dopo l’inferno nel rogo: “È scesa dall'elicottero sorridendo col suo palloncino”.
La quindicenne di Biella ricoverata al Cto di Torino per l'ultima sfida dopo l’inferno nel rogo: “È scesa dall'elicottero sorridendo col suo palloncino”.
Dopo quasi due mesi di sofferenza e speranza in territorio svizzero, Elsa, la quindicenne biellese rimasta gravemente ustionata nel rogo del locale "Le Constellation" a Crans-Montana durante la notte di Capodanno, ha finalmente riabbracciato il suolo italiano.
La giovane è arrivata a Torino con un elicottero decollato da Zurigo, accompagnata dalla madre, per essere immediatamente ricoverata nel Centro Grandi Ustioni dell'ospedale Cto.
Un ritorno carico di emozione, suggellato da un gesto di altissima vicinanza istituzionale rivelato proprio dal padre della studentessa: "Noi abbiamo vissuto per lei, abbiamo vissuto ogni giorno sperando che potesse arrivare questo giorno. In realtà non ci è mancato niente, abbiamo avuto l'appoggio di tutti, dal presidente Mattarella che anche oggi mi ha telefonato per portare i suoi auguri ad Elsa, era già venuto a Zurigo", ha dichiarato con gratitudine Lorenzo.
Il sollievo per il rientro in patria è stato raccontato con parole toccanti da Isabella, la madre di Elsa, che ha sottolineato la forza d'animo della figlia nonostante il trauma subito.
"Quali sono i sentimenti? È difficile da spiegare, se è stato un orrore, ma è stato un orrore, è stato l'inferno e l'abbiamo superato. E lo sarà veramente anche quando anche tutti i ragazzi, i suoi amici che sono al Niguarda e gli altri ragazzi che non conosciamo personalmente riusciranno a uscire da questo inferno. Nient'altro. Si è creata una grossa famiglia. Anche con i genitori e pensiamo molto a tutti i genitori che hanno vissuto la nostra esperienza, quindi questo ci ha unito tanto.
Il dolore unisce tante volte più di tutto il resto, quindi adesso è un buon momento. Elsa sta bene, adesso è sorridente, è arrivata qua felice col suo palloncino, è contenta. Per lei tornare in Italia voleva dire avere gli amici a portata di mano, che potessero venire a trovarla e reiniziare il percorso scolastico. Perché era un'altra sua angoscia non poter essere di nuovo nella sua classe di prima. Però è contenta, cioè lei non vedeva l'ora di tornare in Italia, poi adesso magari può iniziare a mangiare, quindi non è male, ecco. In Italia, sì, finalmente", ha spiegato la donna descrivendo la felicità della figlia nel sentirsi di nuovo vicina ai propri affetti e alla propria quotidianità.
Dal punto di vista clinico, il percorso resta complesso ma i segnali sono incoraggianti, come confermato da Massimo Navissano, direttore della struttura complessa del Centro grandi ustioni del Cto di Torino, che ha coordinato l'accoglienza della giovane paziente.
"La mamma ci ha ringraziati, era molto contenta perché l'avevano messa in contatto col nostro centro, spiegandole che è un centro di eccellenza dove avrebbe potuto proseguire le cure ed era contenta di essere vicino a casa e di trovarsi in un posto dove tutti parlavano italiano. Tra l'altro la mamma starà con Elsa in camera, quindi c'è anche questa possibilità di starsi vicine e di aiutarsi. Elsa è arrivata in elicottero da Zurigo e la prima cosa positiva è che è scesa sorridendo, quindi siamo riusciti a farla sorridere, col suo palloncino, accompagnata dalla mamma. In questo momento sono state accolte nella terapia sub-intensiva del Centro grandi ustionati del Cto della Città della Salute, qui a Torino.
Ha superato la fase iniziale acuta quindi è stata considerata trasportabile. Respira spontaneamente già da lunedì e quindi è arrivata per proseguire qui le cure presso il nostro centro. È una paziente molto delicata, ha subito tanti interventi, quindi la strada è ancora molto lunga. Elsa sta bene, adesso è sorridente, è arrivata qua felice col suo palloncino, è contenta", ha concluso il medico, ribadendo la meticolosa preparazione avvenuta nei giorni precedenti attraverso contatti costanti tra i chirurghi e gli anestesisti di Zurigo e Torino per garantire la massima sicurezza nel trasporto della studentessa.
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