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- Roma - Martedì 5 Maggio 2026
Antimafia, Mattarella ricorda Scaglione e Lo Russo: "Autentici servitori della Repubblica"
Il Capo dello Stato commemora il Procuratore di Palermo e l'agente di custodia uccisi nel 1971: "Il loro sacrificio segnò l'avvio di una stagione di feroce attacco alle istituzioni".
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio alla memoria di Pietro Scaglione e Antonino Lo Russo nel cinquantacinquesimo anniversario del loro brutale assassinio per mano mafiosa.
Il 5 maggio 1971 il Procuratore della Repubblica di Palermo e l'agente di custodia che lo accompagnava caddero sotto i colpi di Cosa nostra, diventando simboli della lotta per la legalità in un periodo cruciale della storia siciliana.
Mattarella ha descritto Scaglione come un “magistrato integerrimo, dotato di eccezionali capacità professionali e di specchiate doti morali, inflessibile difensore della legalità”, ricordando come le sue inchieste avessero colpito duramente le organizzazioni criminali dell'epoca.
Secondo il Capo dello Stato, quell'agguato non fu solo un atto di violenza, ma un preciso segnale politico-criminale: “Il suo assassinio segnò l’avvio di una stagione di feroce attacco alle istituzioni da parte della criminalità organizzata, che, colpita con efficacia, intendeva dimostrare che Cosa nostra era pronta ad attaccare chiunque ostacolasse il suo cammino”.
Commemorare oggi queste figure significa, per il Quirinale, mantenere viva la fiamma dell'impegno civile. “A distanza di cinquantacinque anni, ricordare due autentici servitori della Repubblica significa ribadire la ferma adesione ai principi di giustizia e legalità che hanno testimoniato, e rinnovare la vicinanza ai loro familiari e a quanti ne custodiscono la memoria e ne proseguono l’esempio”, ha concluso Mattarella, sottolineando come il valore della loro testimonianza resti un pilastro per la comunità nazionale.
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