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  • Roma - Martedì 5 Maggio 2026

Chirurgia: mappa della ricostruzione mammaria in Italia, Lombardia al primo posto per interventi

Analisi del Rapporto 2025 del Registro Nazionale: quasi 11mila operazioni in territorio lombardo, seguono Veneto e Lazio. Il presidente della Scipre Bassetto: "Nel 61% dei casi l’impianto è immediato, una scelta cruciale per la qualità della vita delle pazienti".

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La geografia della chirurgia ricostruttiva in Italia vede la Lombardia al vertice, con 10.776 interventi effettuati tra l'agosto 2023 e il dicembre 2025.

Secondo il Rapporto 2025 del Registro nazionale degli Impianti Protesici Mammari, seguono a distanza il Veneto (4.283) e il Lazio (4.023), mentre regioni come Molise e Valle d’Aosta registrano numeri esigui, segnale di una mobilità sanitaria che spinge le pazienti a curarsi fuori regione.

A commentare le statistiche è Franco Bassetto, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva – rigenerativa ed Estetica (Sicpre). “I dati del Rapporto evidenziano che, in ambito ricostruttivo, nel 71,1% dei casi l’impianto è stato posizionato a seguito di una diagnosi di tumore: nel 67,8% dopo una mastectomia radicale con risparmio di cute e capezzolo”, spiega Bassetto.

L'esperto sottolinea l'eccellenza dello strumento di monitoraggio: “Il Registro italiano è un sistema unico al mondo per imparzialità e completezza dei dati raccolti. E i dati sono fondamentali per prendere le decisioni più corrette per la salute dei pazienti”.

Un aspetto cruciale emerso dall'analisi riguarda la tempistica dell'intervento. “La protesi è stata impiantata in immediato nel 61% dei casi, un aspetto importante per la qualità della vita della paziente, che esce dalla sala operatoria, dopo l’intervento demolitivo, già ricostruita”, rileva il chirurgo.

Oltre all'oncologia, il 14,2% delle operazioni risponde a diagnosi di malformazioni come il seno tuberoso, mentre un altro 14% riguarda mastectomie profilattiche in pazienti con predisposizione genetica.

L'identikit della paziente tipo indica un'età media di 51,9 anni. Sul fronte della durata degli impianti, la Sicpre chiarisce che la prognosi e le terapie post-operatorie giocano un ruolo chiave: l’impatto di chemio e radioterapia può infatti suggerire, in alternativa alle protesi, il ricorso a ricostruzioni autologhe con tessuti della paziente stessa, come lembi microchirurgici o tessuto adiposo.

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