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  • Roma - Mercoledì 29 Luglio 2026

Appello al sindaco Gualtieri: salvare gli ultimi quattro pini di piazza Monteleone da Spoleto e dedicarli a Visconti, Antonioni, Vitti e Lisi

Quattro pini storici a Roma rischiano di essere abbattuti. Si propone di conservarli come simboli del cinema italiano, unendo natura e cultura.

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di Sabrina Consolini

Ci sono alberi che, oltre a produrre ossigeno, custodiscono la memoria di una città. Raccontano il paesaggio, accompagnano la vita di un quartiere e diventano testimoni silenziosi della sua storia. È il caso dei quattro pini domestici (Pinus pinea) di piazza Monteleone da Spoleto, nel quartiere Fleming, piantati circa ottant'anni fa e oggi a rischio a causa del progetto di riqualificazione della piazza. Secondo i promotori dell'appello, gli alberi avrebbero già subito danni durante i lavori del cantiere.

Da qui nasce una proposta rivolta al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: valutare una variante progettuale che consenta di conservarli, trasformandoli nella prima "Oasi del Cinema" della Capitale, un luogo simbolico dove natura, memoria e cultura possano convivere.

L'idea è quella di dedicare ciascuno dei quattro pini a una figura che ha segnato la storia del cinema italiano: Luchino Visconti, maestro del cinema d'autore; Michelangelo Antonioni, innovatore del linguaggio cinematografico; Monica Vitti, interprete indimenticabile capace di spaziare dal dramma alla commedia; e Virna Lisi, icona del cinema italiano e internazionale, che abitò nella vicina via della Camilluccia.

Il Fleming e l'area della Camilluccia hanno rappresentato per decenni un luogo di residenza e d'incontro di numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura. Salvare questi alberi e associarli simbolicamente a quattro grandi artisti significherebbe valorizzare un patrimonio identitario spesso poco conosciuto, offrendo alla città un nuovo spazio dedicato alla memoria del cinema italiano.

La proposta sottolinea inoltre come, in numerosi interventi urbanistici, sia stato possibile modificare i progetti originari per preservare alberature storiche, integrandole armoniosamente nelle nuove sistemazioni urbane. Una soluzione analoga, secondo i promotori, potrebbe essere presa in considerazione anche per piazza Monteleone da Spoleto, coniugando la riqualificazione dell'area con la tutela del patrimonio arboreo.

L'appello invita quindi l'Amministrazione Capitolina a cogliere quella che viene definita un'occasione per dimostrare come innovazione e conservazione possano procedere insieme. Proteggere i quattro pini significherebbe non soltanto salvaguardare alberi di grande valore paesaggistico, ma anche restituire al quartiere un luogo capace di raccontare una pagina importante della storia culturale di Roma.

Quei quattro pini potrebbero così diventare i "Patriarchi del Grande Cinema": monumenti viventi dedicati a Visconti, Antonioni, Vitti e Lisi, simboli di una città che sceglie di custodire il proprio patrimonio naturale insieme alla memoria dei suoi grandi protagonisti della cultura.

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