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- Venezia - Mercoledì 14 Ottobre 2026
Arte, Portogruaro celebra Luigi Russolo con l'antologica "Rumorcolori" al Palazzo Vescovile
L'esposizione per i 140 anni dalla nascita dell'artista raccoglie circa 80 opere e la ricostruzione degli storici strumenti sonori. Tra i prestiti d'eccezione figura il dipinto "La Musica".
Il Palazzo Vescovile di Portogruaro si appresta ad ospitare la mostra antologica "Luigi Russolo. Rumorcolori", in programma dal 18 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027.
L'iniziativa espositiva, curata da Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso, intende ripercorrere la traiettoria artistica, musicale e filosofica del maestro del Futurismo nato nella cittadina veneta. La rassegna è stata concepita in occasione del centoquarantesimo anniversario della nascita dell'autore e apre le commemorazioni per gli ottant'anni dalla scomparsa.
Promossa, sostenuta e organizzata dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi — con delega agli Anniversari di Interesse Nazionale — e dalla Città di Portogruaro attraverso l'Assessorato alla Cultura, la manifestazione si avvale del contributo finanziario del programma transfrontaliero Interreg Italia-Slovenija BEroots (cofinanziato dall'Unione europea), della Regione del Veneto e della Città Metropolitana di Venezia, operando in collaborazione con Casa Russolo, VEgal, la Fondazione Musicale Santa Cecilia e l'Associazione culturale Accordi.
Il progetto vede come sostenitore principale la società assicurativa Generali nell'ambito dell'iniziativa Valore Cultura, affiancata da San Biagio Prealpi Banca di Credito Cooperativo (Gruppo Cassa Centrale), Zignago Holding, Fondazione di Venezia, Dal Ben Leading Vision e VRC Costruzioni, con l'apporto tecnico di ARTE Generali. La mostra verrà inaugurata sabato 17 ottobre alle ore 17:00.
Il percorso si avvale di circa ottanta testimonianze tra dipinti a olio, disegni, incisioni, arredi, documenti storici e riproduzioni degli strumenti sonori ideati dal maestro. L'evento segna il ritorno temporaneo in Italia, dopo vent'anni dall'esposizione al Mart di Rovereto, della tela del 1911 "La Musica", capolavoro concesso dalla Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra.
Tra i prestiti si evidenziano l'"Autoritratto con teschi" del 1908 conservato al Museo del Novecento di Milano e "Lampi" del 1910 giunto dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Per l'occasione vengono inoltre ricongiunte la porzione centrale dell'opera "Linee-forza della folgore" del 1912, custodita a Portogruaro, e il frammento superiore proveniente da una collezione privata romana, mai esposto al pubblico prima d'ora.
"Ancora oggi il meno noto e il più ingiustamente sottovalutato fra i fondatori del Futurismo è Luigi Russolo, pittore, musicista, compositore, inventore degli Intonarumori e filosofo. Eppure, a guardare bene il suo multiforme percorso nell’ambito del movimento marinettiano, Russolo è forse il più sperimentatore in senso ampio, polifonico, avendo creato una sorta di personale intercodice che abbatte i confini fra discipline diverse e che nasce dall’osmosi fra pittura, musica, filosofia, invenzione tecnica", commenta il curatore Gabriele Simongini, sottolineando come l'artista sia "il futurista che meglio ha incarnato l’assunto marinettiano secondo cui il principio assoluto del Futurismo è il divenire continuo".
Il percorso espositivo testimonia le diverse stagioni dell'autore, dagli esordi di impronta simbolista e divisionista a Milano — ben rappresentati da acqueforti quali "Donna pipistrello" e "Maschere" — fino all'adesione al Futurismo nel 1910 con la firma dei manifesti pittorici.
La ricerca di Russolo trova una svolta teorica e pratica nel 1913 con la pubblicazione del testo "L'arte dei rumori", in cui teorizza l'ingresso dei suoni e della percezione acustica della modernità industriale nella composizione musicale.
"Nel diciannovesimo secolo, coll’invenzione delle macchine, nacque il Rumore. Oggi, il Rumore trionfa e domina sovrano sulla sensibilità degli uomini. Oggi l’arte musicale complicandosi sempre di più, ricerca gli amalgami di suoni più dissonanti, più strani e più aspri per l’orecchio. Ci avviciniamo così sempre più al suono-rumore. Ogni manifestazione della nostra vita è accompagnata dal rumore. Il rumore è quindi famigliare al nostro orecchio, ed ha il potere di richiamarci immediatamente alla vita stessa", scriveva l'artista nel manifesto.
A dare corpo a tali intuizioni fu l'invenzione dei macchinari acustici costituiti da leve e manovelle: per la prima volta in territorio veneto viene esposta nella sua completezza la ricostruzione delle macchine sonore realizzata da Pietro Verardo nel 1977, volta a sostituire gli esemplari originali andati distrutti nel corso dei bombardamenti del 1943.
Riferendosi al valore sinestetico delle sue opere, il co-curatore Guido Andrea Pautasso evidenzia come la tela "La Musica" esprima una visione espressiva capace di unire "pittura, esoterismo, musica e movimento, alludendo all’esistenza di un suono visivo, come se si potesse vedere e disegnare la musica seguendo la traccia di una scomposizione dinamica di un’eterea chiave di violino avvolta in una nebulosa".
Dopo la partecipazione alle esposizioni internazionali e l'esperienza al fronte durante il primo conflitto mondiale, il percorso di Russolo si orienta a partire dal 1930 verso una fase di ricerca spirituale e filosofica. Trasferitosi prima in Spagna e successivamente sulle sponde del Lago Maggiore, l'autore si dedica allo studio delle dottrine orientali, stampando nel 1938 il saggio "Al di là della materia" e inaugurando un ciclo di paesaggi di gusto classico.
"I dipinti 'classici-moderni' custodiscono immagini criptiche, raffigurazioni della natura segreta dell’animo umano traslato in forme di alberi, in arbusti piegati dal vento in maniera quasi innaturale, in creature aliene fatte di fronde e frasche", aggiunge Pautasso.
Arricchiscono l'allestimento la ricostruzione della camera da letto dell'artista e una raccolta documentale costituita da epistolari, cataloghi, riviste e fotografie d'epoca provenienti da istituzioni quali l'Archivio del '900 del Mart di Rovereto e l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia. La mostra è accompagnata da un volume edito da Moebius con approfondimenti critici dedicati all'eredità e alle intuizioni del creatore veneto.
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