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- Macerata - Giovedì 9 Luglio 2026
Ascoli Piceno: moglie torturata e uccisa di botte, condannato all'ergastolo Massimo Malavolta
La sentenza della Corte d'Assise di Macerata. La vittima definita dai giudici "in minorata difesa".
Ergastolo con tre mesi di isolamento diurno: è questa la sentenza emessa dalla Corte d'Assise di Macerata nei confronti di Massimo Malavolta, il 50enne ritenuto responsabile dell'omicidio e delle torture ai danni della moglie, la 45enne Emanuela Massicci.
Il delitto si era consumato il 19 dicembre 2024 all'interno della loro abitazione a Ripaberarda, frazione del comune di Castignano, in provincia di Ascoli Piceno. Nel medesimo appartamento si trovavano anche i due figli della coppia, di 8 e 10 anni, che tuttavia non hanno assistito all'aggressione.
I giudici hanno accolto integralmente l'impianto accusatorio della Procura di Ascoli Piceno, che contestava all'imputato il reato di omicidio pluriaggravato.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e confermato dal verdetto, la morte della donna è stata la tragica conseguenza di un quadro prolungato di maltrattamenti, lesioni e torture perpetrate per giorni.
La Corte ha riconosciuto diverse aggravanti, tra cui il vincolo di coniugio, la crudeltà, i futili motivi e la continuità dei maltrattamenti. I magistrati hanno inoltre evidenziato come le violenze fisiche subite nei giorni antecedenti al decesso avessero ridotto la vittima in uno stato di "minorata difesa", annullando ogni sua capacità di reazione e configurando un ulteriore elemento di aggravio per la posizione del 50enne, il quale subito dopo il femminicidio aveva tentato il suicidio tagliandosi i polsi.
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