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  • Roma - Mercoledì 8 Luglio 2026

Cultura: Testa e Velardi presentano il libro sul PCI nei locali della Fondazione AN

All'iniziativa hanno partecipato in qualità di ospiti Piero Sansonetti, Italo Bocchino, Antonio Giordano, Gennaro Sangiuliano e Annalisa Terranova

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Presentato presso la sala convegni della Fondazione An "Siamo stati iscritti al Pci", il nuovo libro di Claudio Velardi e Chicco Testa edito da Liberilibri.

A confrontarsi con gli autori Piero Sansonetti, Italo Bocchino, Antonio Giordano, Gennaro Sangiuliano e Annalisa Terranova.

Un faccia a faccia tra militanti di destra e di sinistra.

Vi sono state marcate divergenze di opinioni tra Sansonetti e gli autori a proposito del bilancio dell’esperienza del Pci e tra Bocchino e Terranova sulle interpretazioni del congresso di Fiuggi.

Il libro è costruito su uno scambio epistolare tra i due autori dando un'interessantissima visione dall’interno su un periodo cruciale della storia italiana.

Siamo stati iscritti al Pci è ricco di aneddoti, svela retroscena inediti e restituisce il senso della politica vissuta con passione fino in fondo. È "un flusso di coscienza", ha detto Velardi.

Ma non è un’operazione nostalgia, vuol essere un contributo per cercare di capire meglio l’Italia di oggi e quale ruolo ha avuto il Pci nella sua formazione, colma di debolezze strutturali che ancor oggi ci trasciniamo dietro.

Gli autori fanno una netta autocritica quando scrivono che “non c’è alcun dubbio che noi fossimo dalla parte sbagliata” , affermando che la sconfitta di Togliatti alle elezioni del 1948 fu una vera e propria salvezza per il Paese. “Saremmo diventati una Jugoslavia di serie B”, ha affermato Testa in contrapposizione con Sansonetti persuaso invece che “non c’è alcun dubbio che eravamo dalla parte giusta”.

Nel Pci c’era una ambiguità, una ipocrisia che ha impedito che diventasse un partito compiutamente democratico”, ha aggiunto Testa, sottolineando che la discussione sul tema non può essere ancora consegnato agli storici, come invece auspicato da Terranova, perché "la sinistra continua ad avere quei difetti e anche la destra ne mantiene alcuni".

Con grandissima onestà intellettuale, Testa e Velardi hanno parlato di un Pci altamente stalinizzato, hanno criticato le discusse scelte del partito, dell'esaltazione dei regimi comunisti dell’epoca, da cui non era esente nemmeno Enrico Berlinguer, anche lui fortemente messo in discussione.

“I problemi irrisolti della democrazia e dello sviluppo dell’Italia fanno capo a quel periodo, di cui il Pci è stato un protagonista e dunque il Pci ha contribuito alla mancata modernizzazione dell’Italia”, ha affermato Velardi, sottolineando poi che è stato questo il movente che “ha spinto me e Chicco a scrivere questo libro” al fine di “indurre una riflessione: proviamo a ragionare insieme su come risolvere questi problemi”.

Poi gli interventi di Antonio Giordano, vicepresidente della fondazione AN: “Velardi e Testa ci aiutano a fare un passo avanti in una delle grandi missioni della Fondazione: la pacificazione”.

“Un dovere degli uomini di buona volontà, l’ha definita il deputato di FdI".

Gennaro Sangiuliano, già ministro della Cultura, oggi capo dell'opposizione dalla Regione Campania, ha ricordato il rispetto reciproco all’epoca in cui era segretario giovanile della sezione Giovanni Berta del Msi di Napoli, era consuetudine rispettare alcuni spazi di agibilità politica: "Il Pci erano molto più organizzato di noi, ma nell’ultima sera di campagna elettorale non venivano mai ad attaccare i manifesti a via Foria".

"Forse io e Genni - alludendo all'ex ministro - dovremmo scrivere Siamo stati iscritti al Msi", ha aggiunto scherzando Bocchino, che di Sangiuliano fu il vice, che poi ha aggiunto, la sinistra ha sempre governato senza avere i voti necessari per farlo.

 Le sue entrature nella magistratura, nei media e nella culura del Paese le hanno spianato la strada ai vertici delle istituzioni.

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