
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 8 Luglio 2026
Attentato a Ranucci, difensore Lavitola: "Sconvolto per accuse, con il giornalista rapporto fraterno"
L'avvocato Sergio Cola prima dell'interrogatorio a Piazzale Clodio sul caso dell'azione dinamitarda a Pomezia: "Dimostrerà la sua estraneità". Per la Dda l'imprenditore è il mandante.
Si dice estraneo ai fatti e profondamente scosso Valter Lavitola, l'imprenditore chiamato a rispondere della pesante accusa di strage nell'ambito dell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sull'attentato ai danni di Sigfrido Ranucci.
L'indagato è atteso a Piazzale Clodio per l'interrogatorio di garanzia davanti ai magistrati della Procura di Roma, che lo ritengono il presunto mandante dell'azione dinamitarda perpetrata nell'ottobre del 2025 a Pomezia, quando un ordigno fu fatto esplodere all'esterno della villetta in cui il conduttore di 'Report' risiede con i propri familiari.
A delineare lo stato d'animo dell'imprenditore prima dell'ingresso negli uffici della Procura è il suo legale rappresentante, che fa leva sul legame personale di lunga data tra il suo assistito e il volto televisivo per respingere i sospetti degli inquirenti. "Vi posso dire che Valter Lavitola è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come confermato dallo stesso giornalista", ha dichiarato l'avvocato Sergio Cola.
Il confronto con i pubblici ministeri romani servirà alla difesa per cercare di smontare il teorema accusatorio della Dda e chiarire la natura dei contatti e dei rapporti tra l'imprenditore e il giornalista, nel tentativo di allontanare l'ombra del coinvolgimento nel grave attentato dello scorso autunno.
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