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  • Roma - Giovedì 10 Settembre 2026

Attentato a Sigfrido Ranucci: il Tribunale del Riesame nega la scarcerazione a Valter Lavitola

Confermata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'aggravante del metodo mafioso. La difesa annuncia il ricorso alla Corte di Cassazione.

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Valter Lavitola deve rimanere in carcere per la sua intromissione nella vicenda legata all'attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Roma, respingendo la richiesta presentata dai legali dell'indagato per ottenere la remissione in libertà o l'attenuazione della misura con la concessione degli arresti domiciliari.

I giudici capitolini hanno confermato l'ordinanza cautelare ribadendo la sussistenza dell'aggravante del metodo mafioso a carico di Lavitola, il quale in precedenza aveva confessato di fronte agli inquirenti le proprie responsabilità in ordine ai fatti contestati.

In seguito al verdetto, il legale dell'indagato, l'avvocato Sergio Cola, ha espresso il proprio dissenso pur affermando il rispetto per la pronuncia giudiziaria: "Il tribunale del riesame ha confermato l’ordinanza cautelare, chiaramente noi rispettiamo in pieno quelle che sono le decisioni della magistratura, anche se non le condividiamo assolutamente sia in fatto che in diritto.

Ora attenderemo che siano depositate le motivazioni che arriveranno entro 45 giorni ma già oggi presenteremo ricorso in Cassazione, quindi per saltum, contro l’ordinanza del gip che ha rigettato la nostra richiesta sulla perdita di efficacia della custodia cautelare che riteniamo sia ampiamente fondata".

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