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  • Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026

Auto, Dataforce: nel primo semestre +9,7% per le immatricolazioni, ma è crisi nera per i veicoli commerciali

Il canale dei privati e le auto elettriche trainano il mese di giugno. Il General Manager di Dataforce Italia, Salvadore Saladino, invita alla cautela.

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I consuntivi relativi all'andamento delle reti di vendita del comparto automotive in Italia restituiscono l'immagine di un mercato a due velocità, sospeso tra il completamento dei vecchi cicli di ordini incentivati e un progressivo rallentamento della domanda reale nei saloni.

Secondo l'elaborazione dei dati ufficiali forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, curata dagli analisti di Dataforce, il mercato italiano dell'auto ha archiviato il mese di giugno con un incremento delle immatricolazioni pari al 10,6%, portando il bilancio cumulato del primo semestre a un lusinghiero +9,7%.

Lo scenario si ribalta radicalmente nel comparto dei veicoli commerciali leggeri (LCV), che da gennaio a giugno ha collezionato soltanto variazioni negative, siglando l'ennesimo passo a vuoto nel mese appena concluso con una contrazione del 12,6%.

Sotto il profilo dei volumi, nel corso del sesto mese dell'anno sono state targate esattamente 147.633 autovetture, traducendosi in circa 14.000 unità aggiuntive rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. La crescita, non giustificabile unicamente dalla presenza di una giornata lavorativa in più (21 giorni contro i 20 del giugno precedente), è stata sostenuta dalla performance del canale dei privati, capace di assorbire da solo 80.000 nuove unità con una progressione del 17,1%.

Sul fronte dei canali di vendita, si registra l'ottimo andamento del noleggio a breve termine (+57,4% e oltre 10.000 immatricolazioni), mentre mostrano variazioni più contenute ma positive gli acquisti diretti delle società (+4,2%) e il comparto del noleggio a lungo termine (+2,4%), quest'ultimo in lieve ripresa dopo una prolungata fase di stagnazione. Al giro di boa dei primi sei mesi, il computo totale delle passenger cars si attesta a 945.000 unità, con un saldo attivo di 83.500 targhe.

Le traiettorie industriali divergono vistosamente sul fronte dei veicoli commerciali leggeri. Le poco più di 16.000 unità targate a giugno determinano una perdita secca di 2.300 furgoni, consolidando il passivo semestrale al -5,6%. Il decremento mensile è stato acuito dal crollo del noleggio a lungo termine (-29,3%), dalle flessioni delle autoimmatricolazioni (-16,5%) e dalla contrazione degli acquisti societari diretti (-7%). L'unico indicatore in controtendenza rimane il noleggio a breve termine, che grazie a un balzo del 61,2% sfiora una quota di mercato del 10% all'interno del segmento LCV.

L'analisi dei trend di mercato e delle dinamiche di rete è stata commentata dal general manager di Dataforce Italia, Salvatore Saladino, che ha espresso forti riserve sulla reale solidità strutturale della crescita: "La fotografia del semestre racconta un mercato profondamente sbilanciato con il dato dei privati che va interpretato con prudenza. Le immatricolazioni crescono, soprattutto le elettriche della coda ecobonus 2025, ma non significa necessariamente che stia crescendo la domanda.

Dal mercato arrivano segnali molto diversi: il traffico nelle concessionarie resta debole e i portafogli ordini non indicano un’accelerazione della propensione all’acquisto. È probabile che una parte importante della crescita rifletta soprattutto una migliore disponibilità di prodotto, politiche commerciali più aggressive e una riduzione delle autoimmatricolazioni, più che un reale rafforzamento della domanda finale.

Il noleggio a lungo termine continua a risentire dell’incertezza normativa generata dal nuovo regime del fringe benefit e dall’impasse generata dalla nuova regolamentazione dell’IPT, che qualche ritardo di immatricolazione lo sta generando, mentre il comparto dei veicoli commerciali leggeri è entrato in una vera fase recessiva: otto mesi consecutivi di contrazione rappresentano un segnale che non può più essere considerato congiunturale. Gli incentivi appena annunciati per i mezzi commerciali elettrici avranno un impatto marginale sui numeri del mercato. Possono aiutare qualche migliaio di acquisti, ma non sono sufficienti per invertire una crisi strutturale. Il primo semestre fotografa un mercato che immatricola più auto, ma che non appare più solido.

Le targhe crescono, tuttavia il sentiment della rete vendita continua a essere improntato alla cautela. Se nei prossimi mesi non dovesse ricostituirsi un portafoglio ordini consistente, la seconda parte dell’anno potrebbe risultare molto meno brillante della prima".

Sotto il profilo delle motorizzazioni, il comparto delle vetture passeggeri registra la massiccia progressione delle propulsioni elettriche pure (BEV), che spinte dalla coda degli incentivi statali dell'anno precedente balzano dell'89,7%, conquistando una quota di mercato del 10,4%. Avanzano le motorizzazioni ibride tradizionali e plug-in (+45,1%), arrivando a coprire insieme il 26,3% del mercato mensile. Di contro, si rileva una moderata flessione delle alimentazioni a benzina (-1,6%, nonostante la buona tenuta delle varianti mild hybrid) e il persistente declino delle motorizzazioni diesel, che cedono il 20,1%, a fronte di un sostanziale pareggio per le vetture alimentate a GPL (+1,7%).

La scomposizione delle quote di mercato per singoli costruttori evidenzia il momento positivo del marchio Fiat, che mette a segno un incremento del 26,8%, mentre il brand Leapmotor registra una parziale decelerazione legata all'esaurimento dei flussi di consegna delle vetture elettriche prenotate a fine 2025, sfiorando comunque le 3.400 unità mensili.

Sul podio delle vendite si posiziona Dacia, capace di sopravanzare Volkswagen grazie a un incremento del 20,5%. Performance di rilievo si riscontrano anche nei bilanci di Peugeot (+31,5%) e Citroën (+20,1%), canali tuttavia caratterizzati da un ricorso significativo alle auto-immatricolazioni a chilometri zero. La sorpresa statistica del mese è rappresentata dal costruttore cinese BYD, che supera per la prima volta la soglia delle 6.000 unità in un singolo mese, capitalizzando una quota di mercato superiore al 4% pur mantenendo un'esposizione elevata all'interno delle flotte del noleggio a breve termine.

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