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- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Logistica e resilienza informativa, il Capo di Stato Maggiore Masiello: "La mente umana è diventata parte del campo di battaglia"
Al Cepolispe di Montelibretti, esperti e docenti a confronto sulle tecniche di disinformazione e manipolazione nell'era dell'Intelligenza Artificiale.
Si è svolto presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell'Esercito (CEPOLISPE) di Montelibretti, il seminario “Logistica, guerra ibrida e resilienza informativa”, organizzato dal Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG).
L’evento, diretto ai Comandanti, key element, operatori dello strumento logistico e aperto agli omologhi di tutta la Forza Armata, ha avuto l’obiettivo di favorire la presa di coscienza in merito alle minacce cognitive e di offrire strumenti utili per contrastare, soprattutto, il fenomeno della disinformazione.
All’evento hanno relazionato esperti di settore, giornalisti e ufficiali della Forza Armata, specializzati nel contrasto psicologico e operativo delle minacce informative e psicologiche.
Nel suo saluto introduttivo, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha sottolineato - “Il soldato è il patrimonio più prezioso dell’Istituzione militare: il presupposto essenziale per l’assolvimento della missione. Non esiste priorità più alta della tutela della sua integrità fisica e della salvaguardia dei valori che ne ispirano la scelta di indossare l’uniforme al servizio della Nazione e la responsabilità di proteggere i cittadini, in ogni circostanza e ad ogni costo, fino all’estremo sacrificio, se necessario. In un tempo in cui la mente umana è diventata una vera e propria porzione del campo di battaglia, investire nella protezione e nella capacità operativa del personale significa anche dotarlo di strumenti di difesa concreti e pragmatici, che gli consentano di affrontare questa minaccia sempre più pervasiva”.
Il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia, nel suo video messaggio ha rimarcato che la logistica è un bersaglio sensibile della guerra ibrida, proteggere la nostra capacità di decidere e operare significa proteggere la Forza Armata, richiamando l’importanza di un linguaggio comune e di una cultura della sicurezza informativa diffusa in tutte le articolazioni del Comando. Nel corso dei lavori, i relatori hanno offerto un quadro aggiornato delle principali tecniche di manipolazione cognitiva e delle strategie adottate dagli attori ostili.
Il Professor Francesco Giorgino, direttore del Master in Comunicazione e Marketing politico e istituzionale dell’Università LUISS e giornalista RAI, ha evidenziato come “la disinformazione non mira solo a ingannare, ma a disorientare e dividere”.
Il Professore di Scienza Politica dell'Università della Tuscia Luigi Di Gregorio ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle emozioni e dei bias cognitivi, ricordando che “la polarizzazione è oggi un problema rafforzato dalle narrative dei social media e che mette in discussione la legittimità della democrazia”.
Il Dottor Paul Charon, direttore del Dipartimento di Influenza e Intelligence dell’Istituto per la Ricerca Strategica dell'Accademia Militare (IRSEM) del Ministero delle Forze Armate francese, ha approfondito il caso cinese, spiegando che “la guerra cognitiva è un investimento strategico di lungo periodo, non un’azione episodica”.
Il Tenente Colonnello Saverio Rametta, Capo Centro Pianificazione Analisi e Formazione Comunicazioni Operative del 28° Reggimento “Pavia”, l’unità dell'Esercito Italiano specializzata in operazioni psicologiche, analisi dell’ambiente informativo e contrasto alle attività disinformative, dopo aver messo in luce le ragioni dell’efficacia della disinformazione quale soft power, ha illustrato casi di studio di operazioni ibride sotto soglia condotte nel cyber spazio nel quadrante orientale e mediorientale, evidenziandone la viralità, la difficoltà di attribuzione e l’iper realismo garantito dall’intelligenza artificiale.
Il Colonnello Fabio Cippitelli, Capo Ufficio Psicologia e Psichiatria Militare presso lo Stato Maggiore dell'Esercito, ha poi evidenziato, nel suo intervento, la transizione dalla saturazione propagandistica classica a una vera e propria "guerra alla disinformazione", in cui il bersaglio strategico finale non è il territorio, ma il controllo cognitivo e biologico delle popolazioni.
Il Professor Walter Quattrociocchi, Professore Ordinario di Informatica all’Università di Roma “Sapienza”, e direttore del Center of Data Science and Complexity for Society (CDCS), ha ricostruito il concetto di “epistemia”, la condizione della (falsa) conoscenza nell’epoca dell’Intelligenza artificiale, allorquando la plausibilità linguistica di testi generati elettronicamente viene scambiata per reale, amplificando i rischi della cattiva informazione.
Nella sessione conclusiva, dedicata alle soluzioni individuate per il logista-militare è emersa l’importanza del prebunking o inoculazione, da affiancare alle altre strategie di alfabetizzazione digitale ovvero addestrarsi a diffidare di quei contenuti allarmistici ed emozionali che circolano più rapidamente sui media attraverso una propria esposizione all’informazione distorta e manipolata. L’evento è stato moderato dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, Vicedirettrice del Tg2 della RAI. La mattinata di lavori si è conclusa con la consegna ai partecipanti del vademecum operativo per il contrasto alla disinformazione.
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