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Il legale della docente ferita lo scorso 25 marzo aggiorna sulle pesanti condizioni cliniche. Intanto il Gip di Brescia dispone il collocamento in comunità per lo studente 13enne.
Il legale della docente ferita lo scorso 25 marzo aggiorna sulle pesanti condizioni cliniche. Intanto il Gip di Brescia dispone il collocamento in comunità per lo studente 13enne.
Restano serie le condizioni di Chiara Mocchi, la professoressa di francese aggredita lo scorso 25 marzo in una scuola di Trescore Balneario (Bg).
Sebbene sia stata dimessa dall'ospedale e dichiarata fuori pericolo, la docente sta affrontando un percorso di riabilitazione estremamente complesso.
A tracciare il quadro clinico è l'avvocato Angelo Lino Murtas: "L’insieme delle gravi lesioni al collo danno problemi a deglutire il cibo, a muovere la mandibola e a scandire bene le parole, purtroppo".
I dettagli emersi sulla dinamica dell'aggressione confermano la particolare ferocia del giovane studente, che non si sarebbe limitato a colpire di punta: "Oltre alle coltellate al collo e al torace, l’aggressore aveva cercato di sgozzarla e quindi ha anche un lungo taglio orizzontale alla gola".
Il percorso di guarigione impone ritmi serrati e cure costanti, poiché la donna "per varie mattine alla settimana deve andare in ospedale per le medicazioni, le terapie e vari accertamenti".
Nonostante la sofferenza fisica, la volontà della professoressa resta salda. "La strada è abbastanza in salita, ma pian piano sta facendo piccoli passi di miglioramento. Lei non demorde e combatte tutti i giorni perché vuole tornare a scuola dai suoi amati studenti per accompagnarli all’esame di terza media", ha ribadito il legale, sottolineando il legame profondo tra la docente e la sua classe.
Sul fronte giudiziario, si è registrata una svolta importante. Il Tribunale per i minorenni di Brescia ha infatti disposto il collocamento in comunità per il tredicenne responsabile dell’aggressione.
La decisione del Gip segue le indicazioni della neuropsichiatria infantile, stabilendo una misura contenitiva e riabilitativa per il minore, che data l'età non è imputabile ma è stato ritenuto destinatario di un provvedimento necessario vista la gravità del gesto.
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