
- Prima Notizia 24
- Firenze - Mercoledì 20 Maggio 2026
Blitz antiterrorismo a Firenze: in manette quindicenne accusato di complottare con l'Isis
Custodia cautelare in un istituto minorile per un giovane tunisino indagato per arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Tradito dal cellulare dopo aver violato la messa alla prova terminata a marzo 2026. La polizia: "Era pronto ad agire".
Una complessa e tempestiva operazione di intelligence ed indagine giudiziaria ha sventato una potenziale minaccia legata all'estremismo di matrice jihadista in Toscana. La Polizia di Stato di Firenze ha dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare nell'istituto minorile del capoluogo nei confronti di un ragazzo di 15 anni, immigrato dalla Tunisia e residente in Italia da tre anni, indagato "per arruolamento con finalità di terrorismo internazionale".
La misura restrittiva, emessa dal gip Giuditta Merli su richiesta della procuratrice per i minorenni Roberta Pieri, giunge dopo un precedente campanello d'allarme scattato lo scorso autunno. Il ragazzo, infatti, nell'ottobre 2025 era già stato destinatario di una misura di collocamento in comunità per lo stesso reato, successivamente revocata per l'avvio di un percorso di messa alla prova conclusosi nel marzo 2026.
Nonostante il tentativo di reinserimento, il giovane avrebbe ripreso quasi subito a interagire sul web con account di affiliati al Daesh (gruppo noto anche come Stato islamico o Isis, ndr), definiti dagli inquirenti come "profili riconducibili all'estremismo islamista radicale".
A far scattare le indagini della Digos fiorentina è stata una segnalazione della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, originata da una stretta cooperazione di intelligence in seno al C.A.S.A. (Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo) con il supporto delle agenzie di sicurezza Aise e Aisi.
Gli analisti hanno accertato che il quindicenne, attivando una nuova utenza telefonica segreta, era tornato a frequentare le chat dell'estremismo islamico. Dall'analisi del materiale telematico e dei messaggi scambiati sulle piattaforme social "sono emersi particolari inquietanti", come riportato formalmente dalla Polizia di Stato.
Nello specifico, "in alcuni messaggi, il ragazzo si è dichiarato pronto ad agire, ricevendo istruzioni dall'interlocutore sulla tipologia di luogo da scegliere per compiere l'azione e mostrandosi interessato alla ricerca di armi".
La successiva perquisizione domiciliare ha permesso agli agenti di sequestrare lo smartphone del ragazzo, all'interno del quale sono state rinvenute numerose immagini e file multimediali esplicitamente riferibili a volti di terroristi islamici noti nel panorama della propaganda internazionale.
Nel convalidare l'arresto e disporre il trasferimento nell'Istituto Penale per i Minorenni, il gip ha sposato appieno la linea della Procura. Il giudice ha evidenziato come "il minore sia un soggetto pericoloso capace di commettere atti gravi, non avendo mutato le proprie pericolose convinzioni ideologiche, proseguendo anzi l'opera di proselitismo anche durante il regime di messa alla prova, con la conseguenza che, se non opportunamente 'contenuto', possa concretamente compiere azioni di grave violenza in danno della collettività".
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