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  • Cagliari - Giovedì 4 Giugno 2026

Cagliari: abusa di una 13enne adescata sui social, arrestato un 38enne

L'uomo è accusato di violenza sessuale aggravata e produzione di materiale pedopornografico, dopo aver intrattenuto contatti sospetti con la ragazzina. Le indagini, avviate da una segnalazione, hanno rivelato un lungo periodo di manipolazione psicologica e abusi fisici, culminati in un'ordinanza di custodia cautelare.

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La complessa attività di contrasto ai reati telematici e alla tutela dei minori ha portato all'isolamento e all'arresto di un presunto predatore sessuale attivo sulle principali piattaforme di messaggistica.

Gli agenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, in stretta sinergia con i magistrati della Procura della Repubblica di Cagliari, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 38 anni.

L'indagato, rintracciato nella provincia sarda, è stato trasferito presso la casa circondariale di Uta con le pesanti imputazioni di violenza sessuale aggravata e produzione di materiale pedopornografico.

L'attività investigativa ha preso le mosse diversi mesi fa, attivata da una segnalazione specifica riguardante i contatti sospetti e continuativi che il trentottenne intratteneva con una ragazzina di appena 13 anni residente nel Lazio, nella provincia di Latina.

Ricevuti i primi riscontri, l'autorità giudiziaria ha firmato un decreto di perquisizione locale e informatica a carico dell'uomo. Le operazioni di ispezione tecnologica condotte all'interno del domicilio del trentottenne hanno consentito agli inquirenti di rintracciare i flussi di messaggi scambiati con la minore e i file multimediali dal contenuto sessualmente esplicito.

I tecnici specialisti della Polizia Postale hanno proceduto all'esame immediato dei telefoni e dei computer sequestrati all'indagato, riuscendo a mappare la genesi e l'evoluzione del rapporto abusivo.

I primi contatti stabili sul web risalirebbero al 2024, avviati tramite interazioni digitali e proseguiti attraverso un fitto scambio di note vocali, fotografie e videochiamate. Questo legame virtuale si è poi trasformato in una serie di appuntamenti dal vivo, andati avanti con frequenza costante fino allo scorso mese di maggio.

Stando alla ricostruzione formulata dagli uffici della Questura sarda, il trentottenne avrebbe agganciato la bambina sui social network circa due anni fa. Dopo dodici mesi di condizionamento psicologico e manipolazione a distanza, l'uomo si sarebbe spostato dalla Sardegna per raggiungere la provincia pontina, luogo in cui si sarebbero consumati gli abusi fisici sulla tredicenne.

Gli elementi raccolti dai tabulati e dalle chat hanno convinto il giudice a disporre la massima misura restrittiva a tutela della collettività e per scongiurare l'inquinamento delle prove.

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