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- Brescia - Mercoledì 6 Maggio 2026
Calcio: addio a Evaristo Beccalossi, il "Genio" nerazzurro aveva 69 anni
Da "Dribblossi" al tricolore del 1980, scompare un'icona di pura classe e sregolatezza.
Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Evaristo Beccalossi, spentosi nella notte a Brescia a soli 69 anni, poco prima di raggiungere il traguardo dei 70.
La storica bandiera dell'Inter, che ha fatto in tempo a gioire per il 21esimo scudetto nerazzurro, non si era mai ripreso completamente dall'emorragia cerebrale che nel gennaio 2025 lo aveva colpito, costringendolo a 47 giorni di coma e a un lungo periodo di riabilitazione lontano dai riflettori.
Beccalossi resterà per sempre nell'immaginario collettivo come il simbolo del "genio e sregolatezza". Soprannominato “Dribblossi” dal leggendario Gianni Brera per la sua eleganza palla al piede, approdò all'Inter nel 1978 dopo gli inizi al Brescia. Con la maglia nerazzurra collezionò 215 presenze e 37 gol, diventando l'eroe dello scudetto 1979-1980, marchiato a fuoco da una storica doppietta nel derby.
Nonostante la classe immensa, il suo rapporto con la Nazionale maggiore rimase un paradosso: zero presenze, nonostante l'investitura di Mario Corso che disse di lui: “I giocatori di classe li apprezzo sempre e lui di classe ne ha da vendere”.
La sua carriera, proseguita con la vittoria di una Coppa Italia alla Sampdoria e tappe tra Monza e Barletta, è stata punteggiata da momenti epici, inclusi i due celebri rigori falliti contro lo Slovan Bratislava.
Dopo il ritiro, si era distinto come dirigente federale per le nazionali giovanili, prima che la malattia lo costringesse al ritiro a vita privata.
Il cordoglio dell'Inter è profondo: “Ci sembra impossibile. Nelle pieghe dei ricordi e nella vita di tutti i giorni, Evaristo era sempre uno di noi. Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone”.
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