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- Udine - Mercoledì 6 Maggio 2026
50 anni fa il sisma che devastò il Friuli: dall'Orcolàt alla rinascita di un popolo
Mezzo secolo dal passaggio del terremoto che cambiò il volto del Nord Est: il 6 maggio 1976 la terra tremò devastando l’area a nord di Udine e uccidendo circa mille persone. Dalle macerie è nata una ricostruzione esemplare, oggi celebrata dalle massime autorità e da Papa Leone XIV.
Il 6 maggio 1976, alle ore 21:00, l’“Orcolat” — l'orco che secondo la leggenda vive nel sottosuolo friulano — si agitò per 59 interminabili secondi, cambiando per sempre il destino di una regione.
Una scossa di magnitudo 6.4 Richter devastò la fascia collinare a nord di Udine, lasciando sul campo quasi mille vittime, oltre 3.000 feriti e più di cento paesi distrutti. Gemona, simbolo della tragedia, contò da sola 400 morti.
Di quel momento resta un’agghiacciante testimonianza sonora recuperata dalle teche Rai: la registrazione di un brano dei Pink Floyd interrotta dal boato terrificante del sisma. Eppure, a cinquant'anni da quell'evento, il Friuli non è rimasto sospeso nel trauma, ma è diventato un "modello" di rinascita che ha trasformato un'area rurale depressa in una zona di crescita moderna.
Il successo della ricostruzione fu merito della tenacia dei "furlans" e dell'opera del commissario Giuseppe Zamberletti, che riuscì nell'impresa grazie alla tempra della popolazione locale. "Ma lì c'erano i friulani", rispondeva Zamberletti a chi gli chiedeva perché lo stesso successo non si fosse ripetuto anni dopo in Irpinia.
Da quella tragedia nacquero l'Università di Udine e il primo nucleo della Protezione Civile nazionale.
Recentemente, il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, ha reso omaggio a Gemona parlando di solidarietà come "un pensarsi insieme", pur ammonendo che ancora oggi si fa "abbastanza poco" per la prevenzione, continuando a "ragionare sempre sull’emergenza".
Le celebrazioni per il cinquantenario vedono la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Premier Giorgia Meloni.
Anche dal Vaticano è giunto il cordoglio di Papa Leone XIV, che in un telegramma ha rivolto un pensiero alle vittime e alle loro famiglie. Nel messaggio, a firma del cardinale Parolin, il Pontefice ha evidenziato “la solidarietà umana e cristiana manifestata in quella dolorosa circostanza dalle comunità italiane ed estere”, definendo l'opera friulana “una ricostruzione esemplare, modello di rinascita civile” e auspicando che il ricordo del tragico evento possa promuovere oggi i valori di fraternità e carità.
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