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- Roma - Lunedì 8 Giugno 2026
Calcio, maxi piano di sicurezza per i Mondiali: droni intercettatori, cani robot e IA blindano gli Usa
I Mondiali di calcio 2026 vedranno un'imponente vigilanza tecnologica e militare, con misure straordinarie per garantire la sicurezza in un clima geopolitico teso.
Il fischio d'inizio dei Mondiali di calcio 2026 porta con sé la strutturazione di un apparato di vigilanza tecnologico e militare senza precedenti nella storia dello sport. La rassegna iridata, caratterizzata da un format mastodontico a 48 compagini e 104 incontri distribuiti in 16 metropoli tra Stati Uniti, Messico e Canada, si sviluppa in un clima geopolitico incandescente, segnato dal conflitto che vede Usa e Israele contrapposti all'Iran, dalle tensioni interne collegate alla destra radicale e dallo spettro di sabotaggi digitali.
Per far fronte a questo scenario, i dipartimenti statali hanno schierato strumenti fantascientifici: quadrupedi robotici per il controllo radiogeno dei bagagli, tir dotati di scanner a raggi X e una fitta rete di telecamere intelligenti collegate ai database delle agenzie federali.
Sul territorio statunitense la percezione dell'evento è equiparata alle massime scadenze della vita democratica. Si tratta di “78 Super Bowl in 39 giorni“, ha scandito Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force presidenziale incaricata di gestire i tavoli interagenzia. L'esponente repubblicano ha rimarcato l'eccezionalità dello sforzo logistico estivo: “Non c’è mai stata un’estate come questa nella storia americana dal punto di vista della sicurezza”, assicurando poi la totale tenuta dei sistemi con un netto: “Siamo preparati al meglio”.
L'allerta per il torneo è stata equiparata a quella delle convention politiche, una scelta strategica dettata anche dalla concomitanza con i festeggiamenti per il 250° anniversario della dichiarazione d'indipendenza e dal flusso stimato di 7 milioni di visitatori. In prima linea figurano i Servizi Segreti, reduci da pesanti falle nei mesi scorsi, responsabili della scorta delle delegazioni governative mondiali.
Sotto il profilo economico, la gestione dei varchi e dei pattugliamenti ha richiesto lo stanziamento di 625 milioni di dollari da parte della FEMA, ripartiti tra gli 11 centri urbani statunitensi coinvolti, a cui si sommano altri 250 milioni di dollari destinati esclusivamente alla difesa dello spazio aereo. Il flusso dei fondi ha subito rallentamenti a causa dei recenti blocchi di bilancio che hanno paralizzato il Dipartimento per la Sicurezza Interna, attirando le critiche degli addetti ai lavori. John Cohen, già esponente di primo piano del DHS, ha lamentato una prolungata assenza delle autorità di Washington nei tavoli decisionali dell'ultimo anno, sottolineando come i canali di intelligence abbiano condiviso le informative sui rischi solo a ridosso dell'evento: “Con un evento di questa portata, ci si aspetterebbe che il governo federale avesse svolto un ruolo più attivo”, evidenziando poi che “sembrava un’occasione persa per mostrare quella collaborazione”.
Un'attenzione maniacale è rivolta alla manipolazione dell'informazione tramite deepfake algoritmici, potenzialmente capaci di scatenare l'isteria collettiva negli stadi. L'FBI coordinerà sale operative congiunte in ogni distretto per disinnescare i tentativi di sabotaggio in tempo reale, come spiegato dai tecnici della sicurezza: “Se c’è un video che mostra un’esplosione in un luogo, e questo è generato dall’AI, abbiamo persone sul campo in grado di verificare se sia vero o meno”.
Sul versante della prevenzione dei disordini e delle rissosità tra le tifoserie, i comandi di polizia locali hanno siglato contratti con società private come la Peregrine Technologies, utilizzando formule matematiche per incrociare i dati sui flussi stradali, le sedi dei ritiri delle nazionali e la dislocazione dei pub legati alle singole tifoserie.
I timori principali restano legati all'impiego ostile dei droni, la cui efficacia distruttiva è emersa chiaramente nei teatri di guerra in Ucraina e Medio Oriente. Una preoccupazione confessata apertamente anche dai vertici della polizia di New York, Jessica Tisch, che ha ammesso: “Se c’è una minaccia che mi tiene sveglia la notte, è quella dei droni”.
I cieli sopra gli impianti sportivi e le aree ricreative saranno rigidamente interdetti al volo non autorizzato; per neutralizzare le minacce, i reparti d'élite disporranno di contromisure elettroniche e di droni speciali sviluppati dalla ditta Fortem, in grado di lanciare reti a mezz'aria per catturare i dispositivi intrusi. L'obiettivo della task force resta blindare la competizione trasformandola in una vetrina patriottica: Giuliani ha concluso spiegando che l'operazione punta a “mostrare l’eccezionalità americana”, chiosando che “se facciamo bene il nostro lavoro, nessuno parlerà di sicurezza ai Mondiali“.
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