Ultim’ora

Sport

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Giovedì 23 Luglio 2026

Tennis, Djokovic: "Sinner e Alcaraz? Vorrei prenderli a calci nel sedere, mi ricordano me stesso"

Il fuoriclasse serbo ospite a New York riflette sulla sfida del tempo e sui nuovi dominatori del circuito, ammettendo la fatica dei recuperi ma rivendicando la voglia di competere.

Condividi questo articolo

All'età di 39 anni e dall'attuale settima posizione del ranking Atp, Novak Djokovic non manifesta alcuna intenzione di cedere al passare del tempo, pur consapevole dei limiti fisici che la maturità comporta.

L'ex numero uno del mondo si è raccontato a New York sul palco dello show "The Shop", all'interno del Fanatics Fest, affiancato da altre icone dello sport internazionale come il campione Nba LeBron James.

Durante la conversazione, il campione serbo ha approfondito la complessa dialettica tra l'usura del corpo e la tenuta psicologica necessaria per restare ai vertici della disciplina. "Il cervello ti supporta, ti dice di andare avanti. Bisogna essere ottimisti, sempre positivi", ha spiegato Djokovic, sottolineando come la dimensione agonistica conservi intatta la sua magia. "È necessario vivere il momento, tanto da perdere la concezione del tempo quando sei in campo. È la sensazione più bella, soddisfa il bambino che è in me".

Il tennista di Belgrado è poi tornato sul recente incrocio con Jannik Sinner nella semifinale di Wimbledon, incontro che ha sancito la vittoria dell'altoatesino. "Ho dato tutto quello che avevo; d'altronde, lo dovevo a me stesso, alla mia famiglia e ai tifosi. Ora come ora, mi ci vuole più tempo per riprendermi da partite come quella contro di lui", ha ammesso Djokovic.

Riflettendo sulle sfide poste dal nuovo ordine del tennis mondiale, guidato dallo stesso Sinner e dallo spagnolo Carlos Alcaraz, il serbo ha alternato toni ironici ad analisi tecniche. "Vorrei prenderli a calci nel sedere tutti i giorni della settimana. Ma, a essere sincero, quando li ho visti giocare, ho notato un netto contrasto di stile con Federer e Nadal. Anch'io ero diverso da loro. Eravamo in tre, ognuno con la propria identità. Sinner e Alcaraz mi ricordano tantissimo me stesso. È come se stessi giocando contro il me stesso di 10-15 anni fa… Mi fa male sentire quella sensazione in campo", ha scherzato l'ex numero uno.

Infine, Djokovic si è interrogato sulle possibilità future di battere la nuova generazione, vedendo proprio nella rivalità lo stimolo principale per continuare a calcare i campi di tutto il mondo. "So come affrontare quel tipo di tennis, so come poterli battere, ma la domanda è: ci riuscirò ancora?", ha aggiunto il serbo, concludendo che "la competizione è una cosa positiva. Devi sempre trovare qualcuno, in campo o anche sugli spalti, che ti spinga a dare il massimo".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti