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  • Milano - Lunedì 13 Luglio 2026

Calcio, Serie A: l'Inter inizia la nuova stagione. Marotta: "Per tornare a vincere servono fame e umiltà"

Salta l'affare Khalaili dopo le visite mediche. Attacco a Palestra: "Mancato impegno verbale".

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L'Inter scudettata inaugura il ritiro estivo ad Appiano Gentile tracciando le linee guida di una stagione che la vedrà impegnata su quattro fronti.

Il presidente Giuseppe Marotta ha presentato il confermato tecnico Cristian Chivu, indicando nella tenuta mentale il vero ostacolo verso la riconferma: “Abbiamo un nemico interno, la sindrome della vittoria, che porta a un appagamento. Dobbiamo essere bravi ad avere fame e umiltà per raggiungere gli obiettivi”.

Marotta ha ricordato che, dal 2020 ad oggi, nessun club è riuscito a bissare lo scudetto, rilanciando la sfida europea: “Nello sport la legge di chi più spende più vince non esiste, esiste la legge di chi riesce a trovare un modello vincente. Dobbiamo performare meglio nella Champions”.

La cronaca della giornata è stata scossa dalle comunicazioni di Marotta sui dossier caldi del calciomercato. Il numero uno nerazzurro ha ufficializzato lo stop al trasferimento dell'attaccante Anan Khalaili: “Il giocatore non ha superato la visita di idoneità. Il Coni ci ha comunicato da poco questa notizia, non posso addentrarmi per questione di privacy, è una situazione di causa di forza maggiore a cui dobbiamo attenerci, nessun cittadino su suolo italiano può svolgere attività fisica se non ha l’idoneità”.

Duro anche l'affondo sul mancato arrivo di Palestra: “È venuto meno a un impegno verbale, il suo agente avrebbe potuto avere un ruolo di maggiore consistenza. Ci siamo dovuti arrendere”.

Sul fronte tecnico, Cristian Chivu ha risposto rilanciando l'asticella delle motivazioni: “Abbiamo vinto due trofei, ma non vogliamo fermarci qua. Abbiamo una rosa competitiva, un’ossatura mantenuta negli anni”. L'allenatore rumeno, forte della fiducia della dirigenza (presenti anche Ausilio e Baccin), ha respinto le critiche relative al suo primo anno pieno in prima squadra: “Non temiamo nessuno. Non dovevo e non devo dimostrare nulla, ma dare una mano a questi ragazzi. Ho una grossa responsabilità, riparto da zero, dalle mie incertezze e dai miei dubbi, dai doveri che ho nei confronti dei ragazzi. Abbiamo l’obbligo per la storia di questa società di cercare di essere competitivi su tutti i fronti”.

Battuta finale del mister dedicata ai calciatori azzurri, esclusi precocemente dal Mondiale: “Sono sicuro avrebbero preferito essere in America a giocare, ma stanno bene, sono motivati e riposati, questo è un buon punto di partenza”.

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