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- Roma - Lunedì 13 Luglio 2026
Musica, lirica blindata ai disabili: al via mobilitazione sul Ccnl per togliere barriere culturali e architettoniche
La musicista Marianna Monterosso: "Cambiare l'articolo 2". Il regista Stefano Vizioli: "Creatività va stimolata, coraggio contro le barriere".
Una mobilitazione nazionale per riscrivere le regole d'ingaggio degli artisti negli enti lirico-sinfonici e cancellare una discriminazione anacronistica.
La musicista Marianna Monterosso ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per denunciare come i professionisti disabili siano di fatto esclusi dai palcoscenici italiani a causa di clausole obsolete. Una prassi che, di fatto, ha precluso la carriera operistica a livello nazionale a eccellenze globali come Andrea Bocelli o al violinista Itzhak Perlman.
Il nodo è squisitamente burocratico e si annida nei criteri di sbarramento delle selezioni pubbliche: "Questo dipende anche da un contratto che limita l’ingresso degli artisti con disabilità. L’articolo 2 del contratto nazionale per gli enti lirico sinfonici infatti prevede l’idoneità fisica al lavoro ma questo viene spesso interpretato non come idoneità a svolgere la mansione di suonare o cantare. Un musicista disabile strumentista o artista attualmente non può accedere ai bandi di concorsi e alle audizioni a cause della dicitura “esente da difetti fisici o imperfezioni”. Basterebbe modificare l’articolo 2 e fare una specifica sull’effettiva idoneità alle mansioni che si intende svolgere", denuncia la nota della campagna, in vista del tavolo negoziale per il rinnovo contrattuale previsto per il prossimo autunno.
Al fianco dei musicisti si schiera il regista lirico Stefano Vizioli, convinto che gli ausili medici possano tramutarsi in elementi di drammaturgia: “La creatività è sicuramente stimolata; lanciare stampelle o fare i matti con la carrozzina, quindi benissimo non sarà certo una carrozzina che ci ferma a noi, figuriamoci. No, non mi fanno paura le carrozzine né le stampelle né le cecità; trovo sempre nella difficoltà una opportunità, ma anche per me, se sono io per primo ad avere coraggio di sfruttare le opportunità”.
Resta tuttavia la criticità logistica della gran parte delle storiche fondazioni liriche: “Poi però se non ci sono le possibilità di arrivare alla sala prove, se non c’è ancora una legge, un sistema, un’attrezzatura che rende possibile fare le cose e non farle cadere dall’alto, come se fosse una concessione; – è vero che abbiamo teatri del 600, del 700, ma ormai da tutte le parti si trova il modo di eliminare le barriere architettoniche”, conclude Vizioli.
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