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- Roma - Lunedì 6 Luglio 2026
Calcio: vent'anni fa la vittoria dell'Italia ai Mondiali. Grosso: "Gli anni passano, le sensazioni restano"
L'eroe del Mondiale di Berlino ripercorre la cavalcata in Germania: "Difficile anche solo sognarlo".
"Gli anni passano, ma le sensazioni restano". A vent'anni esatti da quel 9 luglio 2006, quando il cielo sopra Berlino si tinse d'azzurro, Fabio Grosso rimette i nastri alla memoria. Il terzino sinistro che con il suo rigore decisivo contro la Francia consegnò alla Nazionale la quarta Coppa del Mondo, ripercorre oggi i momenti di un'impresa epica.
Un anniversario che cade nel momento più buio del movimento calcistico italiano, definito proprio ieri dal Wall Street Journal come "la peggiore estate di sempre per l'Italia", costretta per la terza volta consecutiva a guardare i Mondiali da spettatrice.
"Abbiamo raggiunto il picco massimo di emozioni che si possono toccare nello sport – ha raccontato Grosso in un'intervista a VivoAzzurroTv – da ragazzo era difficile anche solamente sognare quello che abbiamo fatto. Per arrivare a tirare quel rigore ho dovuto fare tanta strada e affrontare molte avversità".
Quella di Grosso in Germania fu una favola nella favola: partendo dalle retrovie di una squadra farcita di fuoriclasse, ne divenne l'assoluto protagonista nei momenti chiave. Prima il rigore procurato al 93' contro l'Australia negli ottavi, poi il leggendario gol del vantaggio al 119' nella semifinale contro i padroni di casa della Germania a Dortmund: quell'assist cieco di Pirlo, il tracciante a giro sul secondo palo e la corsa a perdifiato urlando "non ci credo", entrata di diritto nell'immaginario collettivo del Paese.
Una traiettoria, quella dell'ex difensore, unica e atipica. Prima di calcare i palcoscenici internazionali, Grosso ha vissuto la gavetta dura della provincia italiana: quattro stagioni in Eccellenza, una nell'Interregionale e tre in C2.
Fu proprio Marcello Lippi a decidere l'ordine dei rigoristi nella finale di Berlino, designando come quinto e ultimo tiratore l'uomo che aveva iniziato la carriera sui campi polverosi dei dilettanti. "Il sogno era quello di arrivare in Serie A – ha concluso Grosso – quando si è avverato, ho iniziato a spostare l'asticella sempre più in alto", fino a toccare il tetto del mondo.
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