Ultim’ora

Cronaca

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Giovedì 4 Giugno 2026

Caso "famiglia nel bosco", Nordio archivia l'inchiesta ispettiva sui magistrati: "Nessun illecito disciplinare commesso"

Questo esito segna un cambiamento rispetto alle posizioni precedenti del ministro, che aveva manifestato intenzioni di intervento in caso di irregolarità.

Condividi questo articolo

I dossier ispettivi avviati dal Ministero della Giustizia sul delicato caso della famiglia nel bosco giungono a una formale e definitiva conclusione. Il titolare del dicastero di Via Arenula, Carlo Nordio, ha esaminato i resoconti e gli atti emersi dalle verifiche promosse dai propri uffici, escludendo anomalie o violazioni deontologiche nell'azione svolta dai magistrati competenti.

L'indagine conoscitiva ministeriale era stata originariamente strutturata con l'intento specifico di vagliare se la dolorosa decisione adottata dai giudici di allontanare i figli minori dai propri genitori fosse stata preceduta da una corretta, approfondita e coscienziosa analisi di tutti gli elementi di rischio ambientali e personali.

La decisione del ministro è stata formalizzata attraverso il rilascio di un comunicato, che decreta l'interruzione di ogni azione di verifica e la contestuale archiviazione della pratica. Il Guardasigilli ha espresso in modo perentorio il risultato dell'accertamento burocratico: “Non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati”.

L'esito attuale segna una netta inversione di tendenza rispetto alle posizioni di rigore e ai toni prudenziali manifestati dallo stesso esponente del governo Meloni durante una precedente sessione di risposte sindacali davanti all'Aula di Montecitorio. Il 26 novembre scorso, infatti, intervenendo al Question time alla Camera, il ministro si era mostrato pronto a intervenire duramente in caso di irregolarità, dichiarando ai deputati: “Laddove dovessero emergere profili di rilievo disciplinare, eserciterei i poteri che sono stati conferiti dalla legge”.

L'archiviazione del procedimento ispettivo ha offerto al Ministero della Giustizia l'opportunità di ribadire i confini costituzionali che regolano e limitano i rapporti tra l'attività di vigilanza del governo e l'esercizio delle funzioni giurisdizionali. La nota ufficiale emessa da Nordio ha voluto spazzare via ogni potenziale fraintendimento circa la natura delle verifiche compiute, rimarcando il rispetto assoluto dovuto alle valutazioni espresse dai magistrati nell'alveo della loro attività deliberativa ordinaria.

Il ministero ha chiarito che il potere ispettivo non può e non deve mai tradursi in un controllo politico o gerarchico sul contenuto intrinseco dei verdetti emessi dalle corti, i quali restano protetti dai principi di separazione dei poteri. Nella nota di Nordio viene infatti evidenziato che “Le decisioni di merito in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione”.

Con questo passaggio, l'esecutivo riconosce la legittimità e la correttezza formale delle tappe giudiziarie che hanno portato alla riorganizzazione protetta della vita dei minori, blindando i provvedimenti dei giudici da ulteriori contestazioni di carattere amministrativo.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti