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- Lunedì 20 Aprile 2026
Caso Pierina, l'alibi di Dassilva sotto la lente della Corte: dubbi sull'orario del delitto
A Rimini termina l'esame dell'imputato Louis Dassilva. Al centro del dibattimento le intercettazioni con la moglie e la reale conoscenza dell'orario in cui fu uccisa la 78enne.
Si è concluso presso la Corte di Assise di Rimini l'esame di Louis Dassilva, unico imputato per l'omicidio della 78enne Pierina Paganelli, uccisa in via del Ciclamino la sera del 3 ottobre 2023.
L'udienza odierna si è focalizzata sulla tenuta dell'alibi dell'uomo, con la presidente della Corte, la giudice Fiorella Casadei, che ha incalzato l'imputato richiamando un'intercettazione ambientale del primo novembre.
In quell'occasione, la moglie Valeria Bartolucci gli chiedeva: "Dimmi cosa devo dire della notte dell'omicidio perché io quella cosa là non la so". Alla richiesta di chiarimenti della giudice su a cosa si riferisse tale frase, Dassilva ha risposto: "Noi pensavamo che l'omicidio fosse avvenuto intorno all'1 di notte e cercavano di ricostruire la serata del 3 ottobre".
Proprio su questo scarto temporale si concentra la tesi della Procura. Secondo il pm Paci, infatti, la moglie non sarebbe stata in grado di fornire un alibi solido al marito poiché, all'orario effettivo del delitto, si trovava già in camera da letto in stato di dormiveglia.
Durante l'interrogatorio, è stato chiesto a Dassilva come e quando lui e la consorte fossero venuti a conoscenza dell'orario dell'omicidio.
L'imputato ha risposto senza esitazione citando la "televisione", sebbene i media avessero già diffuso fin dal 10 ottobre l'orario approssimativo delle 22:20, momento in cui la Procura fissa l'esecuzione del delitto.
L'udienza ha toccato anche il tema dei moventi e della vita privata dell'imputato. La presidente Casadei ha interrogato Dassilva sulla consapevolezza che la moglie avesse riguardo alle sue diverse relazioni extraconiugali, inclusa quella con la nuora della vittima, Manuela Bianchi.
Alla domanda su come la donna ne fosse venuta a conoscenza, l'imputato ha precisato che Valeria Bartolucci "aveva sospetti e le ha scoperte dalla tv". Il confronto in aula segna un punto critico nel processo, mettendo in discussione la coerenza della ricostruzione difensiva rispetto alle tempistiche emerse dalle indagini.
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