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- Lunedì 20 Aprile 2026
Palermo, colpo al mandamento di Brancaccio: 32 fermi per mafia, pizzo e droga
Maxiblitz di Carabinieri e Polizia nei quartieri Brancaccio e Sperone: in manette il boss Nino Sacco, sequestrate armi, aziende e immobili per milioni di euro.
Una vasta operazione antimafia, condotta congiuntamente da Carabinieri e Polizia sotto il coordinamento della Dda di Palermo, ha portato al fermo di 32 persone nei quartieri Brancaccio e Sperone.
Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata, traffico di stupefacenti e autoriciclaggio.
L'attività investigativa, svoltasi tra il 2023 e il 2026, ha permesso di ricostruire gli assetti gerarchici delle famiglie di Brancaccio, Roccella-Guarnaschelli e Corso dei Mille. Tra i nomi di spicco figura Antonino Sacco, 71 anni, che dopo la scarcerazione nel maggio 2024 era tornato a dirigere il mandamento.
Secondo il procuratore Maurizio de Lucia, "il quadro, emerso dalle indagini restituisce una consorteria attiva, fondata sul controllo del territorio, sulla capacità intimidatoria, sulla gestione coordinata delle estorsioni, del traffico di stupefacenti, della disponibilità di armi, nonché sulla raccolta e redistribuzione di risorse economiche destinate anche al mantenimento dei sodali detenuti".
Le indagini hanno evidenziato una capacità di infiltrazione capillare nell'economia legale. L'organizzazione non solo imponeva il pizzo agli esercenti, ma riusciva a condizionare le aste giudiziarie di immobili banditi per fallimento, facendole andare deserte per poi acquisire le proprietà.
De Lucia ha sottolineato l'evoluzione del gruppo criminale: "Le risultanze investigative hanno altresì rivelato una metamorfosi strategica, dove Cosa Nostra non ha rinnegato la propria vocazione violenta e il controllo militare del territorio ma ha affiancato ad essi una moderna inclinazione affaristica, declinandola in chiave manageriale e comprendendo come il controllo di una parte importante del mercato legale può generare ricavi più remunerativi con molti meno rischi".
Durante la notte sono state eseguite numerose perquisizioni, anche presso un'impresa funebre, con l'impiego di oltre 450 uomini, unità cinofile ed elicotteri. Oltre ai fermi, le autorità hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di aziende, conti correnti e immobili per un valore stimato in milioni di euro.
Il bilancio dell'attività include il recupero di un arsenale composto da pistole, un fucile a pompa e mazze chiodate, oltre al sequestro di stupefacenti e contanti.
I fermati nell'operazione sono Pietro Asaro, Antonino Borgognone, Salvatore Borgognone, Filippo Bruno, Francesco Capizzi, Giuseppe Caserta, Sebastiano Castanetta, Ignazio Cinà, Maurizio Costa, Salvatore di Pasquale, Angelo Faraone, Paolo Filippone, Antonino Giuliano, Antonino Graviano, Mohamed Labidi, Cosimo Lo Nigro, Saverio Marchese, Antonino Marino, Pietro Mendola, Antonino Randazzo, Antonino Sacco, Carmelo Sacco, Francesco Salerno, Luciano Scrima, Matteo Scrima, Antonino Spadaro, Gaetano Spadaro, Pietro Tagliavia, Giacomo Teresi, Ignazio Testa, Giuseppe Vulcano e Filippo Marcello Tutino.
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