
- Prima Notizia 24
- Milano - Venerdì 17 Luglio 2026
Caso Roggero, il gioielliere: "Mattarella si metta una mano sulla coscienza, mi aspetterei la grazia"
"Come mi sento? All’ergastolo. Viva la giustizia italiana".
Mario Roggero ha varcato nel pomeriggio la soglia della casa circondariale di Bollate (Milano) per costituirsi. L'ordine di esecuzione della pena è stato siglato in mattinata dalla Procura di Asti, poche ore dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione che ha blindato la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per il duplice omicidio di due banditi e il tentato omicidio di un terzo, escludendo definitivamente la tesi della legittima difesa.
Presentandosi all'istituto penitenziario milanese, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) ha rilasciato dichiarazioni durissime ai microfoni di SkyTg24, chiamando in causa direttamente la massima carica dello Stato: “Mattarella ha graziato lo scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato Nicole Minetti. Per cui io penso che dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza”.
Il settantaduenne confida nell'istanza presentata dai propri legali: “Mi aspetterei la grazia — ha aggiunto il gioielliere —. Questa mattina mia moglie ha depositato una richiesta di grazia, richiedendo anche la sospensione temporanea della pena. Però non è arrivata nessuna risposta”.
Roggero non ha risparmiato critiche al sistema giudiziario e ha preannunciato un ricorso oltreconfine: “Come mi sento? All’ergastolo. Viva la giustizia italiana. Questo è il massimo per i delinquenti che saranno facilitati a continuare a rapinare e a rubare, tanto sono impuniti anche a risarcire. Penso di subire un’ingiustizia ma ho ancora speranza. Passo il testimone agli italiani che effettivamente porteranno avanti la mia battaglia: andremo davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Poi vedremo”.
Interpellato infine su un possibile rimorso per il tragico epilogo dell'assalto del 28 aprile 2021, l'artigiano ha concluso: “Pentito per il gesto che ho commesso? Certamente, con il senno di poi. Però bisogna trovarsi in quella situazione”.
I fatti risalgono a cinque anni fa, quando tre malviventi fecero irruzione nella gioielleria di Gallo di Grinzane. Una volta che i rapinatori erano usciti dal locale per guadagnare la fuga, il titolare li inseguì in strada ed esplose diversi colpi con la propria arma da fuoco legittimamente detenuta, uccidendo sul colpo due componenti del commando e ferendo il terzo uomo.
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