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  • Roma - Giovedì 9 Luglio 2026

Cassazione: condanna annullata per Irene Pivetti, serve processo bis per evasione e riciclaggio

Accolto il ricorso della difesa dell'ex presidente della Camera. Sotto la lente una presunta finta vendita di tre Ferrari.

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La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di secondo grado a carico di Irene Pivetti, disponendo la celebrazione di un nuovo processo d'appello a Milano.

L'ex presidente della Camera era stata condannata in secondo grado a 4 anni di reclusione per le ipotesi di reato di evasione fiscale e riciclaggio all'interno di un'inchiesta focalizzata su una presunta finta compravendita di tre autovetture Ferrari Granturismo, operazione che risale al 2016 e che coinvolgeva il gruppo cinese Daohe.

La decisione dei giudici della seconda sezione penale della Suprema Corte ribalta le conclusioni del procuratore generale, il quale nel corso dell'udienza di ieri aveva formulato istanza per la conferma della pena.

I magistrati di legittimità hanno invece accolto il ricorso presentato dal legale della Pivetti, l'avvocato Filippo Cocco, il quale ha espresso "grande soddisfazione" in attesa che vengano calendarizzate le udienze del nuovo giudizio di merito.

Lo scorso dicembre, la Corte d'Appello di Milano aveva confermato il verdetto emesso dal Tribunale, che recepiva le risultanze investigative del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza e del pubblico ministero Giovanni Tarzia.

L'indagine aveva già portato al sequestro preventivo di oltre 3,4 milioni di euro, cifra di cui era stata disposta la confisca non definitiva in secondo grado.

Nel medesimo procedimento erano state confermate anche due condanne a due anni di reclusione (con pena sospesa e non menzione) per il pilota di rally Leonardo 'Leo' Isolani e per la moglie Manuela Mascoli. L'impianto accusatorio ipotizza che la società "Only Italia", riconducibile all'ex esponente della Lega, abbia svolto un ruolo di intermediazione per consentire al Team Racing di Isolani di sottrarre al fisco diversi beni — tra cui le tre vetture da corsa — a fronte di una posizione debitoria erariale di circa 5 milioni di euro. Secondo i pm, le automobili sarebbero state fittiziamente cedute e trasferite in Spagna, mentre l'unico asset effettivamente passato al gruppo asiatico sarebbe stato il logo della scuderia abbinato al marchio Ferrari.

Pivetti, che si è sempre dichiarata estranea agli addebiti, avrebbe acquistato il brand per 1,2 milioni di euro per poi rivenderlo alla controparte cinese per una cifra pari a 10 milioni. Sullo sfondo giudiziario dell'ex parlamentare resta inoltre aperta la recente chiusura di un secondo filone d'indagine della Procura milanese relativo a un'operazione di importazione di mascherine dalla Cina per un valore di 35 milioni di euro durante le fasi dell'emergenza sanitaria.

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