Cinema: addio a Monica Vitti
A dare l'annuncio della morte dell'attrice, con un post su Twitter, è l'ex Sindaco di Roma, Walter Veltroni.
(Prima Notizia 24)
Mercoledì 02 Febbraio 2022
Roma - 02 feb 2022 (Prima Notizia 24)
A dare l'annuncio della morte dell'attrice, con un post su Twitter, è l'ex Sindaco di Roma, Walter Veltroni.
E' morta oggi a Roma, all'età di 90 anni, dopo una lunga malattia, l'attrice Monica Vitti. A dare l'annuncio, in un tweet, è l'ex Sindaco, Walter Veltroni. "Roberto Russo, il suo compagno di tutti questi anni, mi chiede di comunicare che Monica Vitti non c’è più. Lo faccio con dolore, affetto, rimpianto", scrive.

La notizia è arrivata anche al Festival di Sanremo, la cui conferenza stampa è iniziata con l'annuncio del decesso dell'attrice, a cui è stato tributato un lungo applauso.

Nata nel 1931, la Vitti, al secolo Maria Luisa Ceciarelli, recitò in numerosi film, in cui interpretò ruoli che spaziarono dal tragico al comico.

In oltre quarant'anni di carriera, fu diretta da registi del calibro di Michelangelo Antonioni - nei film "L'avventura" (1960), "La notte" (1960), "L'eclisse" (1962) "Deserto rosso" (1964) e "Il mistero di Oberwald" (1981) - e recitò al fianco di attori come Vittorio Gassmann e Alberto Sordi - con cui divise le scene in "Amore mio, aiutami" (1969) e "Io so che tu sai che io so" (1982) - , oltre a vincere premi come il Leone di Venezia alla Carriera (1995), 3 Nastri d'Argento, 1 Orso d'Oro e 5 David di Donatello.

Tra gli altri film più famosi cui prese parte si ricordano: "Modesty Blaise" (1966); "Ti ho sposato per allegria" (1967); "La ragazza con la pistola" (1968); "Ninì Tirabusciò" (1970); "La pacifista" di Miklós Jancsó (1971); "Polvere di stelle" (1973); "Tosca" (1973); "Il fantasma della libertà" di Luis Buñuel (1974); "Teresa la ladra" (1973); "Flirt" (1983); "Scandalo segreto" (1990), da lei stessa scritto e diretto.

La sua caratteristica voce roca e l'innata verve l'hanno accompagnata per quasi quarant'anni di carriera cinematografica, dalle sue interpretazioni drammatiche nella "tetralogia dell'incomunicabilità" di Michelangelo Antonioni (L'avventura, La notte, L'eclisse e Deserto rosso) che le diedero fama internazionale, a quelle in ruoli brillanti (da La ragazza con la pistola a Io so che tu sai che io so) che la fecero considerare l'unica "mattatrice" della commedia all'italiana, tenendo ottimamente testa ai colleghi uomini Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni.

Ha ottenuto numerosi premi, tra cui cinque David di Donatello come migliore attrice protagonista (più altri quattro riconoscimenti speciali), tre Nastri d'argento, dodici Globi d'oro (di cui due alla carriera), un Ciak d'oro alla carriera, un Leone d'oro alla carriera a Venezia, un Orso d'argento alla Berlinale, una Concha de Plata a San Sebastián e una candidatura al premio BAFTA.

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