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  • Roma - Venerdì 5 Giugno 2026

Cinema, Steven Spielberg torna alla fantascienza: arriva "Disclosure Day", con Colin Firth e Emily Blunt

Il nuovo film del regista americano uscirà il 10 giugno La trama ruota attorno a un esperto informatico, interpretato da Josh O’Connor, che cerca di rivelare i segreti alieni, mentre Colin Firth protegge i segreti di Stato. Emily Blunt, nel ruolo di una meteorologa, comunica in un linguaggio extraterrestre. 

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C'è grandissima attesa per il debutto, programmato il 10 giugno, di "Disclosure Day", l'opera cinematografica che segna il grande ritorno alla regia di Steven Spielberg nel perimetro narrativo della fantascienza pura, il filone creativo che lo ha consacrato nell'olimpo dei grandi registi mondiali tra gli anni Settanta e Ottanta.

L'intrigante trama vede Josh O’Connor nei panni di un esperto informatico determinato a svelare i segreti della presenza aliena sulla Terra. A contrastarlo c'è il personaggio interpretato da Colin Firth, impegnato a proteggere i segreti di Stato, mentre Emily Blunt veste i panni di una meteorologa del Kansas che, senza preavviso, comincia a esprimersi in un incomprensibile idioma extraterrestre.

Le traiettorie dei protagonisti si incroceranno in un destino comune, come illustrato dallo stesso autore in merito alla struttura narrativa della pellicola: “Lei e Daniel, interpretato da Josh O’Connor, hanno una missione comune, anche se all’inizio non si conoscono. Il film inizia con due storie separate che man mano iniziano a convergere e da quel momento tutto cambierà”.

Lontano dalle atmosfere sognanti del 1977, quando il regista stregò le platee mondiali con le note e le luci di "Incontri ravvicinati del terzo tipo", questa nuova produzione si configura come un thriller psicologico ad alta tensione che dialoga a distanza con la sua storica filmografia.

Spielberg ha confessato che le motivazioni profonde alla base del progetto, avviato nelle prime fasi di scrittura tre anni fa, risiedono nell'analisi dei sentimenti collettivi dell'epoca contemporanea: “Non si tratta di trovare speranza negli alieni, naturalmente, ma di trovare speranza nell’altro, nell’umanità intera, cercare di capire le cose che ci uniscono e quelle che ci separano, cosa manca ora più che in altri momenti della storia. Secondo me, e si vede nel film, ci manca l’empatia: è proprio questo che mi ha spinto a iniziare a scrivere questa storia nel 2023”.

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