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  • Roma - Venerdì 10 Luglio 2026

Clima, Onu: "Nel 2025 tempeste di sabbia da record in alcune parti del mondo"

Rapporto Omm, colpiti oltre 150 Paesi: "Grave pericolo per salute, trasporti e agricoltura".

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Un bilancio senza precedenti per intensità e frequenza in diverse aree del Pianeta. Nel 2025 si sono registrate tempeste di sabbia e polvere da record in alcune zone del mondo: a certificarlo è il nuovo rapporto dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm) diffuso oggi a Ginevra, che definisce il fenomeno come "un grave pericolo che colpisce oltre 150 paesi in tutto il mondo".

Sebbene le concentrazioni medie globali siano rimaste in linea con quelle del 2024, il dossier evidenzia picchi storici in territori chiave.

Nell'aprile del 2025, una colossale massa di polvere originatasi in Mongolia ha investito la Cina, scatenando la peggiore tempesta dell'ultimo decennio per intensità, durata ed estensione.

Scenario analogo lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, dove i fenomeni sono stati eccezionalmente prolungati: la città texana di El Paso ha registrato ben 50 giorni di tempeste di polvere, più del doppio rispetto alla sua media annua. Le ripercussioni di questa escalation sono sistemiche ed economicamente devastanti.

"Le tempeste di sabbia e polvere influiscono sulla qualità dell'aria e sulla salute umana. Riducono la produttività agricola, interrompono i trasporti e il traffico aereo, mettono a dura prova i sistemi idrici ed energetici e danneggiano gli ecosistemi. Nessun Paese è immune ai loro impatti", ha avvertito la Segretaria generale dell'Omm, Celeste Saulo.

Ogni anno l'agenzia Onu stima l'immissione in atmosfera di circa 2 miliardi di tonnellate di polvere, capaci di viaggiare per migliaia di chilometri a partire dalle grandi aree aride come il Sahara, il Gobi o il deserto arabico. La depressione di Bodélé, in Ciad, si è confermata anche nel 2025 l'epicentro mondiale per densità annua di polveri.

Se l'origine del fenomeno resta in gran parte legata a fattori geoclimatici naturali, gli esperti delle Nazioni Unite puntano il dito contro l'attività antropica come acceleratore dell'emergenza. "Gran parte di questo fenomeno è di origine naturale, ma la cattiva gestione delle risorse idriche e del territorio, la siccità e il degrado ambientale ne sono sempre più responsabili", conclude l'Omm, sollecitando interventi strutturali globali.

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