
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 7 Luglio 2026
Rifiuti, Pichetto: "L'economia circolare è una scelta di responsabilità"
Il ministro interviene all'Italian Waste Economy del Sole 24 Ore. Difeso il modello italiano sul regolamento imballaggi Ue, allarme sulla plastica riciclata e focus sui due miliardi del Pnrr.
L'economia circolare non rappresenta solo un dovere ecologico, ma un pilastro strategico per lo sviluppo industriale e l'indipendenza del sistema produttivo nazionale. Lo ha rimarcato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel suo intervento all'iniziativa Italian Waste Economy, il forum promosso da Il Sole 24 Ore e Radio 24 in corso di svolgimento a Roma.
In apertura del suo discorso, il titolare del Mase ha inquadrato il valore delle riforme e degli avanzamenti tecnologici compiuti dal sistema industriale italiano: “L’economia circolare è una scelta di responsabilità che riguarda tutti noi. Riguarda sia il mondo della produzione sia quello della trasformazione industriale. Le innovazioni, la modernizzazione e la digitalizzazione hanno già consentito al nostro Paese di costruire filiere produttive importanti proprio nel settore del recupero dei rifiuti”.
Un'evoluzione che, secondo il ministro, richiede un cambio di paradigma culturale e una postura propositiva da parte del tessuto imprenditoriale: “Quando affrontiamo questi temi – ha proseguito – non dobbiamo avere un atteggiamento difensivo, ma dobbiamo essere capaci di cogliere le opportunità. Il settore industriale è in continua evoluzione e l’Italia è stata uno dei Paesi più avanzati in questo percorso”.
Proprio facendo leva sui primati italiani nella gestione del fine vita dei materiali, Pichetto Fratin ha rivendicato con fermezza la linea politica e diplomatica adottata dall'esecutivo durante i complessi negoziati a Bruxelles relativi al nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR), ribadendo la tutela del modello italiano di rigenerazione rispetto ad altre impostazioni comunitarie: “Perché noi, che siamo tra i migliori nel riciclo, avremmo dovuto fare passi indietro solo perché altri Paesi erano meno avanzati? Le regole europee devono spingere tutti verso standard più elevati, non verso il basso”.
Il titolare dell'Ambiente non ha tuttavia nascosto le criticità congiunturali che stanno frenando alcune filiere chiave, richiamando in particolare la forte sofferenza commerciale che sta penalizzando i polimeri rigenerati a causa delle dinamiche commerciali globali: “Oggi la plastica riciclata fatica a trovare mercato e subisce una concorrenza sleale da parte della plastica vergine importata dall’estero. Su questo tema stiamo lavorando insieme ai consorzi, al COREPLA, all’Agenzia delle Dogane e agli altri soggetti competenti per individuare soluzioni efficaci”.
Per superare queste barriere e consolidare l'infrastruttura industriale, il ministro ha ricordato la portata degli investimenti derivanti dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si tratta di uno stanziamento complessivo superiore ai due miliardi di euro, finalizzato all'edificazione di nuovi stabilimenti di trattamento e all'ammodernamento tecnologico dei siti già attivi. I flussi finanziari andranno a impattare su segmenti strategici come il tessile, la carta, le plastiche, lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici e delle pale eoliche dismesse, includendo la gestione dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), il recupero delle materie prime critiche e il varo dei nuovi regimi di responsabilità estesa del produttore (Epr).
L'obiettivo finale resta la transizione ecologica dei mercati, concepita valorizzando il rifiuto alla stregua di una materia secondaria: “Dobbiamo continuare ad accompagnare la trasformazione del sistema produttivo italiano, valorizzando i rifiuti come una vera risorsa strategica per il Paese”, ha concluso.
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