Ultim’ora

Ambiente

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 8 Luglio 2026

Legambiente: laghi italiani sotto pressione, tra crisi climatica e Pfas

Presentato il report nazionale "Laghi sotto pressione": dieci bacini della Penisola a rischio secca e surriscaldamento. L'appello al Governo: "Integrare il Piano sui cambiamenti climatici".

Condividi questo articolo

Crisi climatica, inquinamento e una pressione antropica costante che agisce come un virus sul "sistema immunitario" degli ecosistemi lacustri. È l'allarme lanciato da Legambiente nel suo nuovo report nazionale "Laghi sotto pressione", presentato oggi insieme a Goletta dei Laghi nel corso della tappa lombarda, che mette sotto i riflettori lo stato di salute precario di dieci grandi bacini della Penisola, formulando contestualmente undici proposte operative indirizzate al Governo.

Sotto la lente dell'associazione ambientalista sono finiti i laghi Maggiore (Piemonte e Lombardia), Como e Iseo (Lombardia), Trasimeno (Umbria), Albano e Nemi (Lazio), Occhito (Molise e Puglia), Pietra del Pertusillo (Basilicata), Pergusa (Sicilia) e Omodeo (Sardegna). La fotografia scattata restituisce bacini "estremamente vulnerabili, sempre più in secca, con acque calde e spesso in uno stato non buono", con una criticità acuta riscontrata soprattutto nelle regioni del Nord Italia.

A preoccupare gli esperti non è solo la carenza idrica, ma anche la qualità chimica delle acque: tra le sostanze inquinanti emergenti spicca infatti la presenza dei Pfas, monitorati e rilevati nel lago Maggiore, nel Trasimeno e nel Lario. Minacce che, secondo il report, derivano direttamente da una massiccia industrializzazione, dall'uso di pesticidi in agricoltura, da una crescente urbanizzazione e da prelievi idrici incontrollati per diversi scopi. I dati raccolti evidenziano scenari critici.

Il Lago Maggiore ha perso ben 43 milioni di metri cubi di acqua rispetto a fine giugno, registrando una percentuale di riempimento ferma al 40% al 5 luglio scorso, secondo i rilievi dell'Osservatorio utilizzi idrici coordinato dall'Adbpo. Non va meglio sul fronte termico: i dati Copernicus indicano che nel 2025 la temperatura superficiale media dell'acqua del Maggiore è stata superiore di 0,75 gradi rispetto alla media storica 1995-2020, esponendo l'ecosistema a forti squilibri.

Nel Centro Italia la situazione non è meno drammatica: il Lago Trasimeno ha registrato in questi giorni un calo di 169 centimetri rispetto allo zero idrometrico, costringendo a forti limitazioni persino la navigazione dei battelli.

Da qui la richiesta perentoria di Legambiente all'esecutivo affinché "impieghi le risorse necessarie e integri tempestivamente il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici" per tutelare una risorsa idrica e ambientale ormai al collasso.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti