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- Roma - Lunedì 31 Agosto 2026
Confagricoltura lancia l'allarme sul grano duro: "A rischio la nostra sovranità produttiva"
Calano le superfici coltivate, l'autoapprovvigionamento scende al 56,5%. Giansanti: "Prodotti agricoli usati per condizionare le guerre".
Confagricoltura esprime viva preoccupazione per lo stato del grano duro italiano, richiamando "l’attenzione sulla situazione di grave criticità che riguarda il comparto" e che "mette a rischio la nostra sovranità produttiva".
Secondo la confederazione, il settore si trova stretto tra fattori ambientali ed economici devastanti: "L’emergenza climatica erode la produttività agricola; la poli-crisi globale fa lievitare i costi energetici e produttivi; ai produttori vengono riconosciuti prezzi sempre più bassi: i nostri agricoltori lavorano in perdita e in molti casi abbandonano".
Le analisi del Centro Studi della confederazione tracciano un quadro complesso: tra il 2012 e il 2025 i terreni destinati a questa coltura sono diminuiti del 10%, spingendo il tasso di autoapprovvigionamento dal 78% al 56,5%. Per raggiungere una quota di autosufficienza mancherebbero all'appello oltre 880mila ettari, costringendo il Paese a importare dall'estero quasi la metà della materia prima impiegata nella filiera della pasta.
In questo scenario, la Confederazione guarda con favore alle campagne promozionali del Masaf volte a incentivare l'acquisto di prodotti realizzati interamente con materia prima nazionale, pur ribadendo che la crisi necessiti di risposte di natura strutturale.
A margine del Meeting di Rimini è intervenuto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti: “Ormai a tutti gli effetti i prodotti agricoli sono strumenti per condizionare le guerre che si combattono anche attraverso la capacità di consegnare o non consegnare navi di grano. Siamo fortemente preoccupati per l’inflazione alimentare: un elemento che nessuna Banca centrale può controllare. Un rialzo dei prezzi del cibo genererà ulteriori scossoni in un mercato finanziario già turbato dalle guerre”.
Confagricoltura auspica infine lo stanziamento di fondi straordinari e interventi mirati per tutelare la redditività dei cerealicoltori e garantire una fornitura costante di grano duro italiano alla filiera agroalimentare.
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