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  • Roma - Mercoledì 5 Agosto 2026

Conti pubblici: il governo ottiene l'ok sulla clausola Ue, la Lega modifica il testo sulla difesa

Doppio via libera della Camera e del Senato per il ministro Giorgetti. La partita decisiva si sposta ora sulla prossima legge di bilancio.

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L'esecutivo supera il doppio passaggio parlamentare ottenendo il via libera alla procedura per l'attivazione della clausola di salvaguardia europea.

L'intesa raggiunta fissa lo scostamento massimo autorizzato per l'energia allo 0,6% del Pil, mentre per le spese militari la quota si attesta allo 0,9%, mantenendosi al di sotto del tetto potenziale.

Nonostante l'esito positivo per il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, l'iter alla Camera ha registrato momenti di tensione interna alla maggioranza per le resistenze avanzate dal Carroccio.

Nel corso della mattinata a Montecitorio, la Lega ha ottenuto la revisione della risoluzione al termine di un vertice di venti minuti tenutosi nella sala del governo. Il testo originale, che impegnava l'esecutivo "per il finanziamento delle misure relative alla difesa, a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma SAFE", è stato modificato in senso più cauto.

La nuova stesura vincola Palazzo Chigi "per il finanziamento delle misure relative alla difesa a valutare il ricorso a diverse condizioni di finanziamento ive incluse, ove ritenute complessivamente vantaggiose, quelle di cui al programma SAFE preordinando in ogni caso via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale".

I motivi del correttivo sono stati rivendicati al Senato dall'esponente leghista Claudio Borghi: "Abbiamo chiesto un cambiamento della risoluzione perché prima la formulazione aveva in sé un giudizio di valore, ossia diceva il Safe è più conveniente, e invece no, non possiamo saperlo perché ha un tasso variabile. Non conviene indebitarsi col Safe perché i tassi possono andare al 12 e al 15, l’unica cosa che so è che se salgono il debito pubblico italiano va in sofferenza. La Germania infatti non partecipa e non capisco perché non possiamo fare la stessa cosa? A meno che noi non siamo i fratelli poveri e abbiamo regole diverse da quelle degli altri, chi pensa che l’Ue sia il paradiso deve riflettere perché così non è".

Superato lo snodo parlamentare, l'attenzione del governo si sposta sulla stesura della manovra d'autunno e sulla speranza di archiviare la procedura d'infrazione con il ricalcolo dei dati Eurostat atteso per settembre. Una necessità rimarcata dallo stesso Giorgetti, il quale ha avvertito che "nel caso in cui la procedura per deficit eccessivo non venga chiusa anticipatamente alla luce di una revisione" il ricorso alla clausola determinerebbe "un peggioramento dei conti pubblici negli anni successivi tale da determinare un deficit superiore al 3%".

Il titolare del Mef ha infine precisato che "alla ripartizione delle risorse" e "alla predisposizione delle disposizioni necessarie per l’attuazione degli interventi si procederà, con la prossima manovra di bilancio" a seguito dell'approvazione dello scostamento da parte delle Camere.

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