
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 7 Maggio 2026
Corte Ue: "L'esclusione dei rifugiati dal Reddito di Cittadinanza è illegittima"
I giudici di Lussemburgo bocciano il paletto della residenza decennale previsto dalla legge italiana: viola il principio di uguaglianza. La sentenza chiarisce che la misura deve essere garantita ai beneficiari di protezione internazionale come ai cittadini nazionali.
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha sancito che escludere o revocare il Reddito di cittadinanza ai cittadini stranieri "beneficiari della protezione internazionale" a causa del requisito della residenza di dieci anni "costituisce una discriminazione indiretta" che è "in linea di principio, vietata".
La sentenza nasce dal caso di un cittadino straniero a cui era stato revocato il beneficio dopo un controllo amministrativo. Nella nota diffusa dalla Corte si legge che l'uomo "ha contestato tale decisione dinanzi a un giudice italiano il quale ha chiesto alla Corte di giustizia di stabilire se detto requisito costituisse una discriminazione indiretta nei confronti degli stranieri".
I giudici europei hanno stabilito che "la concessione del reddito di cittadinanza rientra nel principio di uguaglianza tra i beneficiari di protezione internazionale e i cittadini nazionali in materia sia di accesso all'occupazione sia di diritto a un reddito minimo".
Secondo il verdetto di Lussemburgo, "sebbene tale requisito sia applicato allo stesso modo a tutti gli interessati, esso incide principalmente sugli stranieri".
La Corte ha inoltre respinto le tesi del governo italiano, sottolineando che "tale disparità di trattamento non è giustificata dal fatto che la concessione del reddito di cittadinanza implica, secondo il governo italiano, un onere amministrativo ed economico significativo: essa costituisce quindi una discriminazione indiretta vietata dal diritto dell'Unione".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














