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- Napoli - Mercoledì 13 Maggio 2026
Dati sensibili dei vip in vendita: smantellata rete di cyber-spionaggio e corruzione
Vasta operazione della Polizia in tutta Italia: 29 indagati tra pubblici ufficiali, investigatori e imprenditori. Sequestrati beni per 1,3 milioni e scoperto un "listino prezzi" per l'accesso illegale alle banche dati nazionali.
Una complessa indagine della Procura di Napoli ha portato alla luce una ramificata organizzazione criminale dedita al traffico illecito di informazioni riservate.
Gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito misure cautelari in diverse province — Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno — nei confronti di 29 persone: 4 in carcere, 6 ai domiciliari e 19 sottoposte all'obbligo di presentazione.
I reati contestati a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata all'accesso abusivo a sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. Il sistema, definito dagli inquirenti "collaudato e ben strutturato", si basava sulla corruzione di pubblici ufficiali, inclusi appartenenti alle Forze di Polizia, che garantivano l'accesso abusivo a banche dati di interesse nazionale (come lo SDI e i sistemi INPS).
Le informazioni venivano poi cedute a imprenditori attivi nei settori delle agenzie investigative e del recupero crediti. Tra le vittime del mercimonio informatico figurano società per azioni e numerosi personaggi di spicco dello spettacolo, dell'imprenditoria e della finanza, i cui profili venivano violati per estrapolare precedenti penali, dati fiscali, bancari, retributivi e contributivi.
L'attività investigativa ha permesso di sequestrare un vero e proprio "listino prezzi" utilizzato dal sodalizio: i pubblici ufficiali ricevevano compensi fissi per ogni intrusione, come 25 euro per un accertamento in banca dati SDI o somme tra i 6 e gli 11 euro per i documenti INPS.
Questi dati venivano assemblati in "pacchetti" informativi rivenduti successivamente a soggetti terzi o società interessate.
Durante le perquisizioni nelle sedi delle agenzie e nelle abitazioni degli indagati, sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici e documentazione probatoria.
Contestualmente alle misure personali, l'autorità giudiziaria ha disposto sequestri preventivi per un valore complessivo di circa 1,3 milioni di euro.
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