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  • Pavia - Lunedì 25 Maggio 2026

Delitto di Garlasco, i legali di Sempio: "Soliloqui non hanno natura confessoria". Depositate perizie su impronte e Dna

Gli avvocati del 38enne consegnano alla Procura di Pavia una serie di relazioni scientifiche su Dna, impronte e autopsia per scardinare l'impianto accusatorio. Contestata l'utilizzabilità del profilo psicologico del Racis, mentre una memoria punta a chiarire le frasi registrate in auto.

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La controffensiva legale volta a scardinare il nuovo impianto indiziario strutturato attorno all'omicidio di Chiara Poggi si traduce nel deposito di un articolato pacchetto di consulenze scientifiche, destinate a confutare i principali pilastri biologici e dattiloscopici su cui poggia l'azione dei magistrati inclinevoli.

Il collegio difensivo che assiste il trentottenne Andrea Sempio ha formalizzato la consegna ai pubblici ministeri della Procura di Pavia degli esiti degli accertamenti specialistici disposti in favore del proprio assistito. Si tratta di una serie coordinata di relazioni tecniche che affrontano i nodi nevralgici del delitto di Garlasco, spaziando dalle verifiche medico-legali sull'orario del decesso ai rilievi antropometrici e genetici sui reperti storici dell'inchiesta.

Sotto il profilo strettamente scientifico, la strategia dei difensori mira a dimostrare l'incompatibilità oggettiva tra le caratteristiche fisiche dell'indagato e le tracce repertate sulla scena del crimine.

Tra i documenti depositati figurano una perizia sulla Bloodstain Pattern Analysis (Bpa, lo studio della morfologia delle macchie di sangue), gli accertamenti sull'impronta dattiloscopica denominata "33", una consulenza supplementare di natura genetica e un'approfondita indagine sulle tracce lasciate dalle calzature dell'assassino.

La difesa sostiene infatti che la conformazione e la larghezza del piede di Sempio non corrispondano in alcun modo alle impronte plantari rilevate dagli investigatori all'epoca del fatto, escludendo così la sovrapponibilità anatomica con il profilo del killer.

Un capitolo a parte della battaglia giudiziaria si consuma sul fronte delle intercettazioni ambientali e della profilazione psicologica dell'indagato. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno espresso forti riserve circa la legittimità e l'utilizzabilità processuale della perizia personologica delegata dalla Procura ai carabinieri del Racis. Per reazione speculare, i due legali hanno scelto di non consegnare la propria relazione speculare sulla personalità del trentottenne fino a quando non verrà chiarito il reale valore probatorio dell'atto firmato dall'arma.

Sul piano dei contenuti verbali finiti agli atti, la difesa ha depositato una specifica memoria documentale finalizzata a ridimensionare la portata delle registrazioni audio acquisite all'interno della vettura del trentottenne, escludendo che quelle frasi possano essere interpretate come un'ammissione implicita di responsabilità: "I soliloqui di Andrea Sempio non hanno alcuna natura confessoria. Non contenevano alcuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni", ha chiarito con fermezza l'avvocato Liborio Cataliotti.

L'obiettivo della memoria, integrata da una serie di allegati specifici, è proprio quello di contestualizzare le riflessioni ad alta voce del jovem, dimostrando come quelle espressioni fossero semplicemente una reazione spontanea e spiegabile all'enorme pressione mediatica e alle teorie diffuse online dalle trasmissioni di approfondimento giornalistico.

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