
- Prima Notizia 24
- Martedì 21 Aprile 2026
Dl Sicurezza, Meloni tira dritto: "Nessun pasticcio, la norma rimane". Bagarre alla Camera, l'opposizione occupa i banchi
La premier difende l'incentivo per i rimpatri volontari mentre la Camera respinge le pregiudiziali. Opposizioni in rivolta: occupati i banchi del governo, espulso Arturo Scotto.
Non si placa lo scontro politico sul Decreto Legge Sicurezza, con la Camera dei Deputati trasformata in un teatro di tensioni altissime.
Nonostante la richiesta delle opposizioni di riportare il testo in commissione sia stata respinta con uno scarto di 47 voti, seguita dal rigetto delle pregiudiziali di costituzionalità, il clima nell'emiciclo è esploso: i deputati di minoranza hanno occupato i banchi del governo, portando alla sospensione della seduta e all'espulsione dell'esponente di Avs Arturo Scotto.
In questo scenario di scontro frontale, la premier Giorgia Meloni, in visita al Salone del Mobile di Milano, ha ribadito con forza la tenuta del provvedimento: "Non lo considero un pasticcio. Stiamo raccogliendo i rilievi tecnici, alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati, e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni".
La presidente del Consiglio ha poi voluto sottolineare quella che ritiene essere un'incongruenza nelle critiche ricevute, difendendo la scelta di remunerare i professionisti che seguono i migranti nelle procedure di rientro assistito: "Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi, che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro.
Mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d’accordo: è uno strumento che l’Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti, è uno strumento che stiamo lavorando per rafforzare. Almeno su questo mi pareva che fossimo d’accordo; ora scopro che non siamo d’accordo più neanche sul rimpatrio volontario assistito. Ma noi andiamo comunque avanti con delle norme che consideriamo di assoluto buon senso".
Sulla stessa linea si è espresso il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, intervenuto in Aula per chiarire che la correzione richiesta dal Colle non intaccherà la sostanza della misura. Il titolare del Viminale ha evidenziato come l'obiettivo sia favorire i "rimpatri e reinsediamenti di quei migranti che desiderano ritornare nei loro Paesi di origine attraverso iniziative basate sull'assoluta volontarietà".
Piantedosi ha precisato che la norma si inserisce in un quadro di sollecitazioni europee già attivo da oltre un decennio. "Abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono state espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo a una sua correzione", ha ammesso il ministro, invitando però la Camera a procedere con determinazione verso l'approvazione del testo e dei futuri disegni di legge sulla polizia locale e sul patto europeo asilo e immigrazione.
Mentre a Montecitorio si attende l'esito della conferenza dei capigruppo per riprendere i lavori, il governo si prepara a due riunioni del Consiglio dei ministri tra oggi e domani per chiudere i dossier sulle nomine e sul Documento di finanza pubblica.
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