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  • Roma - Venerdì 5 Giugno 2026

Roma punta sulle librerie indipendenti: più spazio pubblico e nuove opportunità per i presìdi della cultura

La misura, ispirata da Carlo Verdone, prevede concessioni per l'occupazione di suolo pubblico e la possibilità di eventi culturali, riconoscendo il valore sociale delle librerie. Il sindaco Gualtieri e gli assessori sottolineano l'importanza di queste attività per la crescita culturale e la coesione sociale, in un contesto di sfide economiche.

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Le librerie indipendenti di Roma si preparano a vivere una nuova stagione di rilancio. La Giunta Capitolina ha approvato un provvedimento che introduce regole e opportunità dedicate a queste realtà culturali, con l'obiettivo di rafforzarne il ruolo nei quartieri e favorirne la sostenibilità economica in un mercato sempre più segnato dalla concorrenza dell'e-commerce e dai cambiamenti nelle abitudini di consumo culturale.

La misura trae origine da una proposta avanzata da Carlo Verdone durante l'iniziativa "Sindaco per un giorno", quando l'attore e regista romano aveva suggerito interventi concreti per sostenere alcuni luoghi simbolo della vita culturale cittadina, tra cui proprio le librerie indipendenti.

Il provvedimento, che dovrà ora essere esaminato dall'Assemblea Capitolina, introduce una disciplina specifica per le occupazioni di suolo pubblico da parte delle librerie, riconoscendone il valore non soltanto commerciale ma anche sociale e culturale. L'obiettivo è consentire a queste attività di utilizzare gli spazi esterni per presentazioni di libri, incontri con autori, eventi culturali e iniziative rivolte ai cittadini.

Le nuove disposizioni riguardano le librerie attive da almeno due anni, con un massimo di quattro punti vendita sul territorio comunale e con una prevalenza del fatturato derivante dalla vendita di libri. Tra le novità più rilevanti figura la possibilità di ottenere concessioni di occupazione del suolo pubblico anche in aree particolarmente prestigiose della città, compresa la Città Storica e il sito UNESCO, purché finalizzate ad attività culturali e promozionali.

Per le librerie comprese tra i 50 e i 100 metri quadrati viene inoltre prevista la possibilità di integrare l'attività con la somministrazione di alimenti e bevande, mantenendo comunque centrale la funzione libraria e culturale.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato il valore dell'iniziativa, ricordando come la proposta avanzata da Carlo Verdone sia stata accolta fin da subito con convinzione dall'amministrazione capitolina. Secondo il primo cittadino, sostenere le librerie indipendenti significa investire nella libertà, nella crescita culturale e nella formazione di cittadini sempre più consapevoli, tutelando al tempo stesso attività che ogni giorno affrontano le difficoltà di un mercato dominato dai grandi operatori.

Sulla stessa linea l'assessora alle Attività Produttive Monica Lucarelli, che ha definito le librerie indipendenti autentici luoghi identitari della città, capaci di custodire relazioni, memoria e vita di quartiere. Per Lucarelli il provvedimento rappresenta una scelta politica che punta a valorizzare la qualità dello spazio pubblico e la funzione sociale della cultura nei contesti urbani.

Anche l'assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha evidenziato il significato strategico della misura, inserendola nel più ampio percorso di costruzione dell'infrastruttura culturale della Capitale.

Biblioteche, aule studio, poli civici e ora anche librerie sempre più aperte e multifunzionali diventano tasselli di una rete diffusa pensata per favorire l'incontro tra le persone e contrastare fenomeni di isolamento e fragilità sociale. Con questa iniziativa Roma punta dunque a rafforzare uno dei presìdi culturali più importanti del territorio, riconoscendo alle librerie indipendenti un ruolo centrale nella promozione della lettura, della partecipazione e della vita comunitaria, in una città che guarda alla cultura come strumento di crescita, inclusione e coesione sociale.

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