Eccellenze Italiane. Dulbecco Institute, Pino Nisticò: “Parlerà di noi il mondo della ricerca”.

La Calabria del futuro. Nuovo importante traguardo nella realizzazione del Renato Dulbecco Institute che sorgerà a Lamezia Terme: venerdì 12 novembre è stata infatti presentata la documentazione conclusiva del progetto per i finanziamenti che permetteranno al Centro di Ricerca internazionale voluto dal prof. Pino Nisticò di diventare una realtà operativa.

di Pino Nano
Giovedì 18 Novembre 2021
Roma - 18 nov 2021 (Prima Notizia 24)

La Calabria del futuro. Nuovo importante traguardo nella realizzazione del Renato Dulbecco Institute che sorgerà a Lamezia Terme: venerdì 12 novembre è stata infatti presentata la documentazione conclusiva del progetto per i finanziamenti che permetteranno al Centro di Ricerca internazionale voluto dal prof. Pino Nisticò di diventare una realtà operativa.

Il Dulbecco Institute è il grande sogno di Pino Nisticò, questo grande farmacologo italiano prestato alla politica e che dopo una parentesi che lo ha visto Governatore in Calabria è tornato ai suoi lavoratori di ricerca e alle sue indagini farmacologiche in giro per il mondo più operativo di prima. Una eccellenza italiana del mondo della ricerca che ha frequentato e vissuto i lavoratori più inaccessibili e più sofisticati del mondo, e che ora ha messo in piedi un progetto rivoluzionario per la sua terra di origine, da realizzare nel cuore geografico della Calabria, e dove cercherà di riportare a casa scienziati e ricercatori calabresi che all’estero hanno segnato la storia della ricerca internazionale. Una sfida culturale, dice lui sorridendo, ma che fino a qualche ano fa sembrava essere piuttosto la follia solitaria di un poeta e di un menestrello d’altri tempi. Ricerca e follia, analisi e immaginazione, estro talento e genio insieme a tanta malinconia per il passato che non c’è più, ecco cosa si muove dietro al sogno del Dulbecco Institute.

La notizia ufficiale che ci viene oggi dai palazzi del potere è questa. “Alla scadenza dei termini per la presentazione al Ministero per il Sud delle domande di manifestazione di interesse per la candidatura di idee progettuali per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno, la Fondazione Renato Dulbecco ha depositato la documentazione necessaria con il pieno e convinto sostegno del presidente della Regione Roberto Occhiuto e del sindaco di Lamezia Terme avv. Paolo Mascaro”.

Nello specifico, si tratta di una richiesta di un investimento pari a circa 27milioni di euro per realizzare presso la Fondazione Terina di Lamezia l’Istituto Renato Dulbecco, “destinato a diventare – si legge nel progetto presentato al Governo- una piattaforma di eccellenza internazionale sul tema delle scienze della vita, con particolare riferimento alla produzione e allo studio di anticorpi monoclonali, ma soprattutto di pronectine, dette anche nanoanticorpi”.

E rieccolo il grande farmacologo Pino Nisticò, che lascia le sue vesti di poeta e menestrello pazzo e ritorna lucido e determinato come i suoi studenti hanno imparato a conoscerlo sui banchi dell’Università di cui è il vecchio professore calabrese stato tutto e il contrario di tutto: “Queste nanoproteine, come riportato nelle più prestigiose pubblicazioni scientifiche statunitensi- dice- rappresentano la forma più avanzata, più efficace e più tollerata per il trattamento delle malattie da coronavirus e varianti, nonché di varie forme di cancro resistenti alle terapie tradizionali”.

Nei fatti, la Fondazione Renato Dulbecco ha già sviluppato una strategia di collaborazioni scientifiche con ricercatori dell’Università della Calabria, ma anche con le Università di Roma La Sapienza e Tor Vergata e con i laboratori Dante dell’Aquila, una impresa biotecnologica di livello internazionale. La Fondazione -spiega il professore- “offrirà il supporto manageriale e scientifico per la crescita e lo sviluppo di nuove imprese biotecnologiche sul territorio calabrese”.

Ma veniamo al cuore del problema. La Fondazione è guidata nella sua programmazione scientifica da un Consiglio internazionale di scienziati di altissimo profilo nel settore della ricerca farmaceutica e in particolare della farmacologia clinica e regolatoria. La Fondazione è dotata di un comitato di alti consulenti, fra cui due premi Nobel come Aaron Ciechanover di Tel Aviv e Thomas Südhof della Stanford University della California e di due scienziati che per le loro scoperte avrebbe già meritato il Nobel e cioè sir Salvador Moncada della London University e il prof. Napoleone Ferrara della Università La Jolla di San Diego, in California. Ricordiamo che il prof. Napoleone Ferrara è attualmente lo scienziato più citato al mondo per le sue scoperte di anticorpi monoclonali verso il fattore di crescita dell’endotelio dei vasi circolari (Vegf) e che sono usati con successo in tutto il mondo nel trattamento di varie forme di cancro e anche nella maculopatia degenerativa della retina che se, se non trattata, porta a cecità.

Pino Nisticò vola alto. La mission fondamentali della Fondazione Renato Dulbecco, ente con riconoscimento giuridico da parte della Regione Calabria e dell’Anagrafe nazionale della Ricerca, - sottolinea- “sarà da un lato quella di creare una piattaforma di biotecnologie avanzate, e dall’altro di conferire un certificato di qualità e sicurezza ai prodotti agroalimentari della Calabria, favorendo la nascita di marchio di qualità. E che potranno così entrare a pieno titolo ed essere competitivi nel mercato mondiale, come sottolineato in più occasioni dall’assessore Gallo, appena riconfermato nella sua delega”.

Ma non solo questo. Uno degli obiettivi strategici dell’Istituto Renato Dulbecco, appena sarà attivo, “sarà anche quello – nobile – di arrestare la fuga dei migliori cervelli verso altre regioni del nostro Paese o anche all’estero e anche di far rientrare tanti giovani calabresi brillanti che lavorano in prestigiosi istituti all’estero”.

Soddisfazione per la presentazione della documentazione finale al Ministero per il Sud è stata espressa ieri dal prof. Pino Nisticò, che è il Commissario della Fondazione e dal prof Roberto Crea che ne è Direttore Scientifico della stessa. Per il sindaco di Lametia Terme Mascaro la realizzazione in Calabria dell’Istituto Renato Dulbecco  contribuirà invece, da un lato alla riqualificazione dell’area industriale di Lamezia, con l’utilizzo dell’area della Fondazione Mediterranea Terina, e dall’altro a dotare la Calabria di una infrastruttura di eccellenza finalmente competitiva a livello internazionale.

Non ha dubbi Pino Nisticò: “In Calabria, finalmente, grazie al presidente Occhiuto si respira un’aria nuova di tipo europeo, come dimostrato dalla rapidità e incisività del suo intervento a favore di tale prestigiosa iniziativa. Questo fa pensare che egli saprà utilizzare con la massima trasparenza e rapidità tutte le risorse nazionali ed europee finora non spese per realizzare progetti fondamentali per lo sviluppo della nostra regione. Roberto Occhiuto ha sposato fin dall’inizio la validità del progetto Renato Dulbecco e a tal riguardo si era già incontrato a Roma con il premio Nobel Aaron Ciechanover con il quale aveva parlato di una collaborazione con Israele per realizzare anche in Calabria un bioparco di tecnologie avanzate in cui università, centri di ricerca, industrie del settore farmaceutico, elettronico, bioinformatico, potranno contribuire allo sviluppo economico della regione e assicurare enormi vantaggi per i giovani del territorio”. Pino Nistico ricorda anche che “Nell’incontro che il non ancora presidente Roberto Occhiuto aveva avuto quest’estate a Roma con lo scienziato Roberto Crea, era stato rassicurato dallo scienziato sulla sua volontà di rientrare in Calabria a dirigere il Renato Dulbecco Institute dopo 40 anni di attività e successi in California. Crea, a San Francisco, è uno dei pionieri dell’impresa più prestigiosa di biotecnologie al mondo, la Genentech, ed è considerato il padre delle biotecnologie. Già la sua figura di scienziato d’eccellenza caratterizza quello che sarà il futuro della Ricerca scientifica in Calabria, da Lamezia Terme alla conquista di successi e riconoscimenti internazionali, con personale calabrese in grado di esprimere talento e capacità che gli Atenei della regione hanno mostrato di essere in grado di formare”. Se son fiori fioriranno.


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