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  • Roma - Lunedì 25 Maggio 2026

Effetto distensione sui mercati monetari: ipotesi di tregua in Medio Oriente spingono i titoli di Stato al ribasso

I tassi dei decennali europei registrano una netta contrazione sulla scia delle prospettive di allentamento delle tensioni tra Washington e Teheran. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a quota 71,9 punti base, con il rendimento italiano che flette al 3,7%.

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Le prospettive di una stabilizzazione del quadro geopolitico internazionale esercitano un immediato effetto di alleggerimento sulle tensioni che investono i mercati obbligazionari sovrani, favorendo un generalizzato riposizionamento degli investitori verso una minore avversione al rischio.

La diffusione delle aspettative circa la definizione di un'imminente intesa di tregua nei rapporti diplomatici e strategici tra Stati Uniti e Iran ha bruscamente frenato la corsa dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine della zona euro. Il movimento correttivo al ribasso delle cedole nominali si è sviluppato in modo sostanzialmente omogeneo tra i diversi emittenti dell'area valutaria comune, una dinamica che ha permesso di mantenere i differenziali di rendimento complessivi quasi del tutto invariati rispetto alle precedenti sessioni di scambio.

Nello specifico del comparto italiano, il differenziale di rendimento (spread) tra il Btp decennale e il Bund tedesco di pari durata si è stabilizzato a quota 71,9 punti base. La flessione dei tassi ha visto il rendimento annuo del titolo di Stato italiano cedere 6,8 punti percentuali, posizionandosi sulla soglia del 3,7%.

Una tendenza analoga ha interessato i titoli del debito pubblico della Germania, il cui rendimento di riferimento è tornato ad abbassarsi sotto la barriera psicologica del 3% in virtù di una contrazione di 5,5 punti, che ha fissato i tassi d'area al 2,98%. Sulla medesima scia si è mossa la curva delle emissioni sovrane della Francia, con il tasso dell'Oat decennale che ha registrato una riduzione di 6,6 punti per attestarsi al livello del 3,6%.

Lo scenario di allentamento delle pressioni non ha invece contagiato i principali listini obbligazionari situati al di fuori della sfera di influenza della moneta unica, dove le quotazioni e le aspettative sull'andamento del costo del denaro rimangono agganciate a dinamiche interne di politica monetaria. I mercati anglosassoni hanno mostrato una sostanziale impermeabilità alle ultime notizie d'area mediorientale: il rendimento dei Gilts britannici è rimasto saldamente inchiodato sulla quota precedente del 4,9%, evidenziando una perfetta parità di andamento con i Treasury statunitensi, il cui tasso di riferimento a dieci anni ha confermato la propria stabilità al livello del 4,56%.

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